Page 307 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 307
LA fInE DELLA SEcOnDA guErrA MOnDIALE In ITALIA: LA vErA STOrIA DELLA “rESA DEgLI
OTTOcEnTOMILA” E DELL’OpErAzIOnE SunrISE
Mallaby - Wolff), ad Ascona, aveva avuto luogo il primo atto di quella che sarebbe
diventata l’Operazione Sunrise, attraverso il colloquio preliminare tra l’onnipresen-
te colonnello eugen dollmann, quale delegato di Wolf e l’agente oSS Paul Blum.
Poi, cinque giorni dopo, Karl Wolf in persona aveva partecipato all’ incontro
segretissimo (e per lui anche pericolosissimo) a Zurigo con Allen dulles, capo dello
oSS in europa .
5
in un misto di imbarazzo e sospetto (dulles si era posto anche il problema
se stringere o meno la mano a Wolff), la trattativa prese corpo. Wolff era riuscito
a dimostrare se non la propria buona fede, almeno la sua affidabilità, insistendo
sul fatto di essere determinato ad evitare rovine all’italia ed al suo patrimonio
artistico, consegnando - a dimostrazione della sua buona fede e disponibilità -
dettagliata mappa dei luoghi dove aveva fatto nascondere importantissime
opere d’arte italiane e anche la famosa collezione di monete del re Vittorio
emanuele iii.
Ma agli Alleati interessava molto di più: la cessazione delle ostilità.
e ciò fu ottenuto, attraverso momenti alquanto critici, derivanti non solo dal
disfacimento delle strutture politiche e militari tedesche, dalle manovre generate dal
“si salvi chi può” dei vertici germanici e italiani, ma anche da iniziative improvvise,
documentate anche dai rapporti degli uomini dell’Arma dei carabinieri in clande-
stinità e dalle relazioni segrete pervenute ai vertici dello Special Operantions
Executive. infatti, ad aggiungere confusione alla confusione e pericoli ai pericoli in
quei giorni c’erano anche azioni ottusamente opportunistiche, costituite da sogget-
ti che, approf ttando del momento, intendevano giungere ad obiettivi fantasiosi e
velleitari: la storiograf a da tempo ha evidenziato come un’altra minaccia al concre-
tizzarsi della “resa degli ottocentomila”, fosse scaturita dagli esponenti dell’autono-
mismo altoatesino, che, dopo aver sfruttato - specialmente dopo il settembre 1943
- la sponda nazista, rischiarono di far naufragare le trattative tra tedeschi e angloa-
mericani, nell’irrealistico tentativo di creare uno stato tirolese allargato, compren-
dente parti dell’Austria, dell’Alto Adige e della Baviera.
Ma alla f ne i tedeschi f rmarono la resa il 29 aprile 1945 a caserta.
Ma a monte di ciò, l’aspetto più sorprendente, assolutamente inedito, sino alle
ricerche ef ettuate da chi scrive, è quello relativo alle preoccupazioni e, addirittura, ai
sospetti addensatisi proprio su dick Mallaby, responsabile - viceversa - di un tattico
capolavoro che aveva trasformato un disastro letale in un trionfo geopolitico.
5 Le valutazioni uf ciali dei servizi segreti statunitensi sulla vicenda sono contenute nel volume di Max
corvo, capo dello oSS in italia nel periodo (M. corvo, The O.S.S. in Italy 1942 - 1945 - A personal
Memoir, new York, Praeger, 1990, pp. 244-245) e in quello di dulles (A. W. dulles, La resa segreta,
Garzanti, Milano, 1967, passim).
305

