Page 194 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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I Carabinieri del 1945 - la lIberazIone
intendevano indossassero e le continue notizie di collaborazione con il movimen-
to resistenziale indussero i comandi tedeschi ad avviare il disarmo in tutto il ter-
ritorio della repubblica Sociale Italiana degli appartenenti alla Guardia
nazionale repubblicana provenienti dall’arma dei Carabinieri .
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Così nella notte tra il 4 e il 5 agosto furono i tedeschi a condurre un’azione
speciale che portò al disarmo e alla cattura dei Carabinieri che erano stati fatti con-
centrare nelle città già sede dei principali comandi dell’arma . Il promemoria della
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Gnr riporta esplicitamente “Da tutte le provincie è pervenuta notizia che - d’or-
dine e ad opera dei comandi germanici - sono stati fermati, per l’inoltro in
Germania, gli appartenenti, di ogni grado, alla Gnr, provenienti dai carabinieri. In
alcune caserme è stato, per errore, disarmato anche qualche proveniente dalla
mVSn. non si sono verif cati incidenti”.
anche se molti carabinieri si erano resi irreperibili al momento del ricevimen-
to dell’ordine i tedeschi riuscirono comunque a catturare e inviare in Germania
oltre cinquemila tra uf ciali, marescialli, brigadieri e carabinieri.
Solo da milano l’8 agosto partirono per la Germania almeno 2.500 uomini
catturati in città e a Torino. Il comando della Guardia nazionale repubblicana “si
chiamò fuori” con una succinta segnalazione a mussolini del fatto che “d’ordine e
cura dei comandi germanici” erano stati fermati gli appartenenti di ogni grado della
Guardia nazionale repubblicana provenienti dai Carabinieri per l’inoltro in
Germania. La mossa tedesca comportò l’abbandono o meglio la chiusura dei “pre-
sidi” e dei “distaccamenti” (tenenze e stazioni) nelle zone periferiche di ciascuna
provincia per mancanza di personale e il successivo collocamento in congedo, a par-
tire dal 1° settembre, di eventuale personale dell’arma ancora presente rimasto in
servizio nella Gnr.
6. Qualche breve conclusione
La vicenda di questi militari dell’arma offerti dalla rSI al reich è paradigma-
tica e mostra la complessità che quegli uomini si trovarono a vivere nel corso del
1944, ma soprattutto al rientro in Patria. Scambiati per collaborazionisti come nel
caso dell’innocente capitano Perrone, dovettero subire f nanche un processo per
riuscire a dimostrare, in qualche modo, la loro innocenza e l’azione coattiva di invio
in Germania anziché l’adesione volontaria. Si potrebbe aggiungere che si trattò di
una scelta di uno stato senza poteri reali: soddisfare la richiesta dell’alleato tedesco,
14 Si rinvia a m. Sole, Il grande inganno cit., pp. 37-51.
15 notiziario della Guardia nazionale repubblicana del 6 agosto 1944, in
https://www.notiziarignr.it/home/default.asp, ultima consultazione 31 luglio 2025.
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