Page 191 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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I carabInIerI In GermanIa. Il lato oscuro della dIfesa contraerea




               uniformi dei soldati italiani nell’aeronautica tedesca nel periodo 1944/1945. a tale
               articolo, integrato dalle immagini di alcuni f gurini, è aggregata anche una serie di
               commenti  di  Friedhelm  ollenschläger.  appare  evidente che trenta  anni  dopo,
               almeno da un punto di vista uniformologico, era possibile toccare un tema che in
               Italia è emerso solo in tempi recentissimi.
                    In particolare, Steinböck af ermava che aveva individuato un solo uf  ciale
               tra i militari (Soldaten) che egli aveva incontrato nell’area di Würzburg. molto
               probabilmente il personale  militare italiano  doveva  appartenere  all’esercito  o
               all’aeronautica.  In ogni  caso,  presso  il  distaccamento  della  base  aerea della 9
                                                                                           a
               regione dell’aeronautica militare di Kitzingen, notò un uf  ciale dei Carabinieri. Si
               trattava di un sottotenente, probabilmente responsabile dell’inquadramento dei
               soldati e dei  Carabinieri,  che indossava l’uniforme da uf  ciale dei  Carabinieri,
               ovvero un’uniforme grigio-verde, con il colletto con gli alamari e l’emblema di
               Savoia, forse le stellette; aveva un berretto a visiera completo di granata e f amma
               e in più la manica della giubba un distintivo con il gladio e la corona di alloro della
               repubblica Sociale e l’aquila della Luftwaf e al di sopra del taschino destro della
               giubba. Questi ultimi elementi ne dif erenziavano l’uniforme rispetto i parigrado
               in Italia.
                    Secondo i suoi ricordi, alla domanda che pose all’ufficiale italiano se sulla
               divisa non figurassero troppi distintivi, magari in contrasto tra loro, il tenente
               avrebbe risposto che non era sicuro su cosa fosse conforme alle norme regola-
               mentari “Quando si portano troppi distintivi sulla divisa può accadere che, a un
               certo punto, li si sistemi in maniera sbagliata”. nel gennaio 1945, almeno i sol-
               dati avrebbero dovuto indossare il gladio e l’alloro della rSI ma ciò non fu fatto
               da tutti.
                    Per quanto riguarda i carabinieri, che costituivano metà del plotone, indossa-
               vano la divisa di servizio della Luftwaf e, con giubbetto e pantaloni grigio-azzurri,
               con l’aquila della Luftwaf e sul petto e uno scudetto tricolore al braccio destro, ma
               conservavano alamari e stellette sul giubbetto e la granata con f amma sulla bustina
               grigio-verde.
                    all’inizio del 1945 pervenne l’ordine di sostituire le stellette - e quindi gli ala-
               mari - con i gladi della rSI (circolare del 18 gennaio), ordine che però non venne
               eseguito perché, come dichiarò il carabiniere più anziano all’autore dell’articolo “Io
               sono un carabiniere reale, il mio comandante (Patron) è il re, io conservo gli ala-
               mari”. Tutti i quindici Carabinieri insieme a lui presero la stessa decisione, compreso
               uno che si dichiarò di sentimenti socialisti. Data anche la dif  cile situazione del
               momento, non solo in materia di rifornimento di uniformi, nessuno insistette per
               l’adempimento delle prescrizioni della circolare.

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