Page 63 - Rassegna 2025-4
P. 63

Figli dellA reTe: riSChi, vulnerAbiliTà e deviAnze dei minori nellA FronTierA del
                                              mondo virTuAle




                    È possibile, ad esempio, che le misure di prevenzione e sensibilizzazione adot-
               tate negli ultimi anni abbiano temporaneamente ridotto alcuni reati, ma che nuove
               forme di vulnerabilità, in particolare quelle legate al mondo digitale, stiano emer-
               gendo con forza crescente.Il dato sull’aumento dell’abuso dei mezzi di correzione o
               di disciplina e dei maltrattamenti contro familiari e conviventi nel primo semestre
               2024 mette in luce come il contesto familiare rimanga uno spazio ambivalente: da
               luogo di protezione e cura a potenziale teatro di violenza. In questo senso, le stati-
               stiche non si limitano a rilevare episodi di devianza, ma riflettono tensioni più pro-
               fonde all’interno delle relazioni familiari e dei processi educativi.
                    La disaggregazione per genere delle vittime conferma un elemento ormai con-
               solidato: le bambine e le adolescenti risultano più frequentemente vittime di violen-
               ze sessuali, mentre i maschi sono maggiormente coinvolti in reati riconducibili a
               dinamiche di disciplina familiare o di violazioni agli obblighi di assistenza. Questa
               differenziazione suggerisce che i minori non siano un gruppo omogeneo, ma che
               l’esperienza della vittimizzazione si declini in maniera diversa a seconda del genere,
               evidenziando stereotipi e ruoli sociali che ancora oggi condizionano pesantemente
               l’infanzia e l’adolescenza.
                    Infine,  il  focus sulla “frontiera del mondo virtuale” offre spunti cruciali: i
               minori di età compresa tra i 10 e i 13 anni si confermano i più esposti ai rischi di
               adescamento e di sextortion, spesso a causa di un utilizzo precoce e poco regolato dei
               social network. Questo dato non può essere letto solo come emergenza criminale,
               ma anche come conseguenza di un modello educativo in cui la tecnologia diventa
               surrogato di socialità e autonomia. La fragilità emotiva dei preadolescenti, combi-
               nata con la difficoltà dei genitori nell’imporre limiti chiari, produce un terreno fer-
               tile per dinamiche predatorie online.
                    In definitiva, il report non solo documenta la frequenza dei reati, ma invita a
               una riflessione più ampia: la protezione dei minori richiede oggi un approccio inte-
               grato, capace di coniugare diritto penale, politiche educative e responsabilità digi-
               tale. non basta punire gli autori di reato: occorre rafforzare la consapevolezza colletti-
               va, investire in strumenti di prevenzione tecnologica e promuovere un’educazione alla
               cittadinanza digitale che aiuti non solo i più giovani a vivere il mondo virtuale senza tra-
               sformarlo in una nuova arena di vulnerabilità, ma che aiuti gli adulti alla cultura della
               consapevolezza e nel percorso di accompagnamento dei minori loro affidati.








                                                                                         61
   58   59   60   61   62   63   64   65   66   67   68