Page 62 - Rassegna 2025-4
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SCIEnzE InvEStIgAtIvE




             3.  minorenni autori e vittime di reato
                  L’analisi dei dati provenienti dalla banca dati interforze, riferiti al biennio
             2022-2023 e al primo semestre 2024, consente di delineare un quadro articolato
             anche rispetto alla delittuosità commessa da minorenni, evidenziando tendenze che
             richiedono  particolare  attenzione  sul  piano  della  prevenzione  e  dell’intervento
             socioeducativo. Pur costituendo una quota minoritaria del totale dei reati denun-
             ciati, il coinvolgimento attivo di soggetti infra-diciottenni in condotte penalmente
             rilevanti assume rilievo per la precocità delle condotte e per i potenziali effetti di
             cronicizzazione.
                  tra le tipologie di reato più frequentemente ascritte a soggetti minorenni
             emergono, accanto a condotte tipiche della devianza giovanile (quali furti, danneg-
             giamenti o risse), anche fattispecie di maggiore allarme sociale, come i maltratta-
             menti contro familiari e conviventi (articolo 572 c.p.), la violenza sessuale di grup-
             po (articolo 609-octies c.p.), la pornografia minorile (articolo 600-ter c.p.) e le vio-
             lenze sessuali (articoli 609-bis e 609-ter c.p.). In tali casi, l’elemento della giovane età
             degli autori non attenua la gravità delle conseguenze per le vittime, spesso coetanee
             o comunque di età prossima, e rende urgente un approccio che combini l’interven-
             to repressivo con strategie di recupero e responsabilizzazione.
                  Il profilo degli autori minorenni mostra inoltre un’incidenza marcata della
             componente maschile, a fronte di una presenza femminile molto limitata. gli auto-
             ri risultano in prevalenza cittadini italiani e appartengono spesso a contesti familiari
             caratterizzati  da  fragilità  socioeducative,  situazioni  di  trascuratezza  o  precedenti
             esperienze di vittimizzazione. tale dato conferma la necessità di considerare i com-
             portamenti devianti dei minori non solo come espressione di scelte individuali, ma
             anche come esito di processi di esclusione e marginalità.
                  In  questo  senso,  la  prevenzione  della  devianza  minorile  non  può  limitarsi
             all’ambito penale, ma richiede un’azione integrata tra scuola, servizi sociali, famiglie
             e comunità locali, finalizzata a interrompere precocemente i percorsi di devianza e
             a favorire l’inclusione sociale dei giovani coinvolti.
                  Il  report del Servizio di Analisi Criminale della Direzione Centrale della
             Polizia Criminale rappresenta uno strumento prezioso non soltanto per fotografa-
             re l’andamento dei reati in danno e ad opera dei minorenni, ma anche per cogliere
             le dinamiche sociali e culturali che si nascondono dietro i dati statistici.
                  Un primo elemento che colpisce è l’oscillazione dei numeri: se nel 2023 si regi-
             stra un lieve calo complessivo dei delitti (-2%), il semestre gennaio-giugno 2024
             mostra invece un incremento del 10%. Questa apparente contraddizione suggerisce
             che i dati non vadano interpretati in maniera lineare, ma piuttosto come indicatori
             di fenomeni fluidi, condizionati da variabili sociali, economiche e culturali.

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