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SCIEnzE InvEStIgAtIvE
3. minorenni autori e vittime di reato
L’analisi dei dati provenienti dalla banca dati interforze, riferiti al biennio
2022-2023 e al primo semestre 2024, consente di delineare un quadro articolato
anche rispetto alla delittuosità commessa da minorenni, evidenziando tendenze che
richiedono particolare attenzione sul piano della prevenzione e dell’intervento
socioeducativo. Pur costituendo una quota minoritaria del totale dei reati denun-
ciati, il coinvolgimento attivo di soggetti infra-diciottenni in condotte penalmente
rilevanti assume rilievo per la precocità delle condotte e per i potenziali effetti di
cronicizzazione.
tra le tipologie di reato più frequentemente ascritte a soggetti minorenni
emergono, accanto a condotte tipiche della devianza giovanile (quali furti, danneg-
giamenti o risse), anche fattispecie di maggiore allarme sociale, come i maltratta-
menti contro familiari e conviventi (articolo 572 c.p.), la violenza sessuale di grup-
po (articolo 609-octies c.p.), la pornografia minorile (articolo 600-ter c.p.) e le vio-
lenze sessuali (articoli 609-bis e 609-ter c.p.). In tali casi, l’elemento della giovane età
degli autori non attenua la gravità delle conseguenze per le vittime, spesso coetanee
o comunque di età prossima, e rende urgente un approccio che combini l’interven-
to repressivo con strategie di recupero e responsabilizzazione.
Il profilo degli autori minorenni mostra inoltre un’incidenza marcata della
componente maschile, a fronte di una presenza femminile molto limitata. gli auto-
ri risultano in prevalenza cittadini italiani e appartengono spesso a contesti familiari
caratterizzati da fragilità socioeducative, situazioni di trascuratezza o precedenti
esperienze di vittimizzazione. tale dato conferma la necessità di considerare i com-
portamenti devianti dei minori non solo come espressione di scelte individuali, ma
anche come esito di processi di esclusione e marginalità.
In questo senso, la prevenzione della devianza minorile non può limitarsi
all’ambito penale, ma richiede un’azione integrata tra scuola, servizi sociali, famiglie
e comunità locali, finalizzata a interrompere precocemente i percorsi di devianza e
a favorire l’inclusione sociale dei giovani coinvolti.
Il report del Servizio di Analisi Criminale della Direzione Centrale della
Polizia Criminale rappresenta uno strumento prezioso non soltanto per fotografa-
re l’andamento dei reati in danno e ad opera dei minorenni, ma anche per cogliere
le dinamiche sociali e culturali che si nascondono dietro i dati statistici.
Un primo elemento che colpisce è l’oscillazione dei numeri: se nel 2023 si regi-
stra un lieve calo complessivo dei delitti (-2%), il semestre gennaio-giugno 2024
mostra invece un incremento del 10%. Questa apparente contraddizione suggerisce
che i dati non vadano interpretati in maniera lineare, ma piuttosto come indicatori
di fenomeni fluidi, condizionati da variabili sociali, economiche e culturali.
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