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Libri


                                                           Gianluca Amore
                                         Flumeri 20 agosto 1873. La distruzione della Banda Manzo
                                         Grottaminarda, Delta 3 edizioni, 2024, 165 pp., s.i.p.

                                              Flumeri 20 agosto 1873 rappresenta una data un
                                         poco oscura nella grande Storia dell’Arma, ma che l’au-
                                         tore, Gianluca Amore, riporta alla memoria grazie al suo
                                         lavoro di ricerca. Già il titolo chiarisce bene il contenuto
                                         dell’opera: Flumeri 20 agosto 1873. La distruzione della
                                         Banda Manzo. La vicenda si inquadra ben bene alla f ne
                                         del  fenomeno  del  Brigantaggio  meridionale,  quando
                                         oramai si trattava di quella che si potrebbe def nire cri-
                                         minalità organizzata.
                                              La struttura del volume è su cinque capitoli, intro-
               duzione e conclusioni e considerazioni, una appendice e la riproduzione di un paio di
               documenti collegati all’evento. La f ne della banda criminale capeggiata da Gaetano
               Manzo si inquadra nell’opera di contrasto alla criminalità comune e organizzata che
               l’Arma dei Carabinieri Reali stava conducendo in Italia e, particolarmente, in quelle
               regioni che erano già state funestate dall’insorgenza borbonica.
                    L’autore  ricerca  meticolosamente  il  bandolo  della  matassa  criminale,  rico-
               struendo dapprima la questione sociale e criminale della zona del Principato Ultra,
               ovvero, quell’area territoriale che corrisponde, nelle grandi linee, all’attuale provincia
               di Avellino con alcune aggiunte. La ricostruzione del ricercatore consente di poter
               iniziare la narrazione dalla fuga del capo banda dal carcere di Chieti, dal suo ritorno
               nella zona dove gravitava già da tempo, tra le province di Salerno e di Avellino, e
               dell’azione condotta dalle Forze dell’Ordine, Carabinieri Reali principalmente, non-
               ché dal prefetto di Avellino, Bartolomeo Casalis.
                    Il prefetto è una delle f gure più importanti per inquadrare l’azione di contra-
               sto, tenuto conto del fatto che aveva creato intorno a sé una rete di maggiorenti della
               provincia, in grado di raccogliere informazioni dai loro uomini di f ducia. Si trattava
               dunque di aspettare il momento migliore per sferrare l’azione conclusiva che avrebbe
               dovuto far cadere i criminali nelle maglie della giustizia.


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