Page 263 - Rassegna 2025-4
P. 263
Libri
Gianluca Amore
Flumeri 20 agosto 1873. La distruzione della Banda Manzo
Grottaminarda, Delta 3 edizioni, 2024, 165 pp., s.i.p.
Flumeri 20 agosto 1873 rappresenta una data un
poco oscura nella grande Storia dell’Arma, ma che l’au-
tore, Gianluca Amore, riporta alla memoria grazie al suo
lavoro di ricerca. Già il titolo chiarisce bene il contenuto
dell’opera: Flumeri 20 agosto 1873. La distruzione della
Banda Manzo. La vicenda si inquadra ben bene alla f ne
del fenomeno del Brigantaggio meridionale, quando
oramai si trattava di quella che si potrebbe def nire cri-
minalità organizzata.
La struttura del volume è su cinque capitoli, intro-
duzione e conclusioni e considerazioni, una appendice e la riproduzione di un paio di
documenti collegati all’evento. La f ne della banda criminale capeggiata da Gaetano
Manzo si inquadra nell’opera di contrasto alla criminalità comune e organizzata che
l’Arma dei Carabinieri Reali stava conducendo in Italia e, particolarmente, in quelle
regioni che erano già state funestate dall’insorgenza borbonica.
L’autore ricerca meticolosamente il bandolo della matassa criminale, rico-
struendo dapprima la questione sociale e criminale della zona del Principato Ultra,
ovvero, quell’area territoriale che corrisponde, nelle grandi linee, all’attuale provincia
di Avellino con alcune aggiunte. La ricostruzione del ricercatore consente di poter
iniziare la narrazione dalla fuga del capo banda dal carcere di Chieti, dal suo ritorno
nella zona dove gravitava già da tempo, tra le province di Salerno e di Avellino, e
dell’azione condotta dalle Forze dell’Ordine, Carabinieri Reali principalmente, non-
ché dal prefetto di Avellino, Bartolomeo Casalis.
Il prefetto è una delle f gure più importanti per inquadrare l’azione di contra-
sto, tenuto conto del fatto che aveva creato intorno a sé una rete di maggiorenti della
provincia, in grado di raccogliere informazioni dai loro uomini di f ducia. Si trattava
dunque di aspettare il momento migliore per sferrare l’azione conclusiva che avrebbe
dovuto far cadere i criminali nelle maglie della giustizia.
261

