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LIBRI




                  L’attenta pianif cazione dell’operazione, in mano ai Carabinieri della provincia
             di Avellino, fu condotta e coordinata dal capitano Raimondo Pistis, con il supporto
             di militari del Regio Esercito appartenenti al 50° reggimento di Fanteria e al distac-
             camento di Montella di un battaglione Bersaglieri. Si trattava di una forza comples-
             siva ammontante a oltre un centinaio di militari ripartiti in tre colonne che avrebbe-
             ro dovuto dare l’assalto a quell’edif cio poi ribattezzato casino re li briganti in ricor-
             do dello scontro a fuoco.
                  Tuttavia nonostante la pianif cazione, com’è noto, la condotta fu diversa. In
             ef etti, le tre colonne condotte dal capitano dei Carabinieri Reali Pistis, dal luogote-
             nente  pure  dell’Arma  Virginio  Pecchioli  e  dal  sottotenente  dei  Bersaglieri
             Bartolomeo Berti riuscirono ad avvicinarsi alla masseria Bufeta abbastanza felice-
             mente,  ma  l’ultimo  slancio  costò  il  ferimento  del  capitano  e  l’uccisione  del
             Carabiniere Carlo Caccia. Immediatamente, un uomo rimase ucciso nel tentativo di
             fuga e altri sei criminali rimasero sul terreno una volta che Carabinieri e soldati riu-
             scirono a penetrare l’abitazione. I 3 banditi superstiti furono tratti in arresto.
                  L’operazione ad alto rischio portò f nalmente alla soppressione di una banda
             criminale che aveva infestato le due province vicine per circa due anni.
                  La  ricostruzione  dell’episodio  è  stata  condotta  con  estrema  precisione  e  i
             sopralluoghi sul posto hanno permesso di individuare chiaramente il luogo dello
             scontro a fuoco, nonché le direttrici di attacco delle colonne.
                  Va sottolineato un altro aspetto.
                  La ricerca non è stata sicuramente facile, ma laboriosa e attenta, al punto da
             accedere alla consultazione di documentazione custodita negli Archivi di Stato di
             Avellino, di Salerno e di Torino, oltre a carte presenti presso l’Archivio Centrale
             dello Stato e a quanto custodito presso la Direzione dei Beni Storici e Documentali
             del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e del Museo Storico.
                  Si tratta di un lavoro di profondità, di ricerca attenta e di spoglio di fonti pri-
             marie e secondarie che ha consentito di condurre un lavoro certosino, puntuale e
             preciso che fa onore all’autore e che testimonia come ci sia ancora da studiare, anche
             sulle vicende dei militari dell’Arma del secondo Ottocento.
                  In chiusura, il libro indaga con profondità le questioni del periodo storico di
             riferimento e ricostruisce le dif  coltà, le modalità operative, il substrato nel quale si
             riuscì a chiudere con successo un’operazione di servizio complessa dagli esiti incerti.
             Ne emerge il valore e l’impegno dei Carabinieri e dei militari del Regio Esercito nel-
             l’eradicazione dei fenomeni criminali, in un momento in cui oramai il, Brigantaggio
             era cessato, ma proliferava la criminalità.
                  Si tratta in sostanza di un lavoro importante il cui merito è in capo all’autore
             che viene premiato per la sua determinazione e costanza nella ricerca.

                                                                       Tenente Colonnello
                                                                          Flavio Carbone






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