Page 267 - Rassegna 2025-4
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Libri




                                                         Daniele Mencarelli
                                                       Quattro presunti familiari
                                           Sellerio editore Palermo, 2026, pp. 304, euro 16,00

                                              Con  Quattro  presunti  familiari,  Daniele
                                         Mencarelli,  già  noto  come  poeta  e  scrittore  di  opere
                                         intense  e  dirette  come  Tutto  chiede  salvezza e  Fame
                                         d’aria, si confronta per la prima volta con il genere noir,
                                         pur rimanendo fedele alla sua impronta unica e persona-
                                         le, profondamente umana e introspettiva. Il risultato è
                                         un romanzo che utilizza la cornice del giallo non tanto
                                         per inseguire la dinamica del crimine, ma, piuttosto, per
                                         esplorare la deriva psicologica e morale dei suoi personag-
                                         gi in un contesto di crudo realismo e profonda intimità.
                     La vicenda ha inizio a Norma, in provincia di Latina, dove è rinvenuto uno
               scheletro con qualche brandello di pelle ancora attaccato ai miseri resti. Ciò che
               rimaneva, f nito nella macchia molti anni prima, è stato preservato solo dalla fatalità
               e dalle particolari condizioni ambientali. A occuparsi del caso sono i Carabinieri di
               Latina, nella persona del maresciallo Damasi e dell’appuntato Circosta. A causa delle
               condizioni del corpo che non permettono la tempestiva identif cazione, la narrazio-
               ne si concentra sull’attesa straziante di tre famiglie - i Martelli, Lucio Marini e Liliana
               Parrino - convocate per il test del DNA, chiamate a essere i “quattro presunti fami-
               liari”. Chi avrà lo stesso DNA recuperato dallo scheletro vincerà una lotteria lunga
               anni di speranze e ricerche vane. Potrà finalmente piangere il proprio congiunto spa-
               rito nel nulla.
                     È  proprio  questa  attesa  a  costituire  il  perno  intorno  al  quale  ruota  l’intera
               vicenda. Mencarelli eleva i familiari a veri e propri coprotagonisti, riprendendo un
               tema a lui caro, ovvero portare l’attenzione del lettore alle f gure ai margini della
               società. La loro esistenza è descritta come un limbo, un purgatorio terreno dettato
               da anni di sof erenze e dall’assenza di risposte sulla sorte del congiunto (rispettiva-
               mente una f glia, una madre, una sorella). In questa sospensione fastidiosa e insop-
               portabile, la speranza di ritrovare la persona amata ancora in vita si alterna al bisogno
               f sico, quasi inconfessabile, di una f ne, di un punto fermo.
                     L’autore sorprende nel descrivere come questi personaggi arrivino quasi a spe-
               rare che i malcapitati resti appartengano davvero al loro caro scomparso. Non per
               crudeltà, ma per pura stanchezza emotiva. Continuare a vivere in quell’incertezza è
               una forma di dolore che consuma l’anima, che corrode da dentro, riducendo i copro-
               tagonisti a f gure smarrite, a “fantasmi” che sembrano già appartenere in parte all’al-
               trove. L’attesa, in questa metafora, diventa un vero e proprio inferno. A osservare
               questo dramma umano è l’appuntato Circosta; il suo sguardo, più che sulle indagini,
               si concentra sui dettagli minimi e sulle reazioni emotive delle persone coinvolte. Il
               giovane carabiniere però è anche un uomo in piena tensione morale, che gravita
               all’interno di un contesto segnato da abusi, violenza e corruzione. Circosta è a un
               bivio: se da un lato coltiva il desiderio di ben apparire al suo superiore, dall’altro
               tende ad adagiarsi sulla strada più comoda e facile da percorrere.

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