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PRotEzIonE dEllA CoMunItà E dEllA CoMPAGInE MIlItARE dAllA GuERRA CoGnItIvA




                    Un  approccio  che  ben  si  innesta  sul  punto  di  vista  di  Mao  Zedong  che,
               mutando radicalmente il pensiero di von Clausewitz, sosteneva che la vittoria deri-
               va solo per il 30% dalle operazioni militari, mentre per il 70% è frutto di attività poli-
               tica,  come  sarà  accreditato  dagli  U.S.A.  con  la  guerra  del  vietnam,  vinta  dai
               vietcong, ancorchè soccombenti nella generalità delle battaglie sul campo.
                    A fine anni Novanta del secolo scorso poi i due Ufficiali dell’Esercito cinese
               Qiao Liang e Wang Xiangsui, ben cinque anni prima dell’attentato al World trade
               Center del 2001 indicarono in osama  Bin  Laden  l’interprete  più  capace  di  un
               nuovo tipo di guerra e il loro saggio, pubblicato in italia con il titolo “Guerra senza
               limiti. L’arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione”  fu ritenuto
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               da taluni, al momento della sua uscita, il miglior testo di teorizzazione della “guerra
               asimmetrica”, intesa come “conflitto ad armi impari, non dichiarato, nel quale una
               delle parti è costretta a difendersi da un nemico non identificabile, trovandosi in
               situazione di palese svantaggio” .
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                    i due militari muovevano da teorie intimamente ispirate alla dottrina bellica
               orientale, già efficacemente esposte nel iv-v secolo A.C. da Sun Tzu nella sua cele-
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               bre “Arte della Guerra” , secondo le quali il vincente in un conflitto bellico non
               sarà chi ha vantaggio numerico e di mezzi ma chi, avvalendosi di strategie indirette,
               non previste dall’avversario e “non ortodosse”, trasforma i vantaggi del nemico in
               svantaggi e sa capitalizzare i propri limiti come punti di forza. Modulando tali
               assunti sul pensiero strategico della Cina comunista , gli autori descrivono l’effica-
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               cia di un’azione combinata che si declina secondo modalità che, applicando i criteri
               interpretativi contemporanei, indicheremmo a metà strada fra terrorismo e guerra
               attraverso manipolazioni dei media, azioni di piraterie sul web, turbative dei mercati
               azionari, diffusione di virus informatici e altre armi non tradizionali.
                    La capacità persuasiva dell’opera fu tale che la sua elaborazione teorica venne
               tacciata da taluni di aver rafforzato i propositi di Al Qaeda di colpire gli Stati Uniti
               ispirando a Bin Laden l’attentato alle twin towers.

               3  Guerra senza limiti. l’arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione di Liang Qiao
                  e Xiangsui Wang (autori), fabio Mini (a cura di), rossella Bagnardi (traduttore), LEG Edizioni, 2019.
               4  Secondo il dizionario Treccani alla voce “guerra asimmetrica”.
               5  il pensiero di Sun Tzu, che dal mondo della strategia militare sono poi state mutuate anche a quello
                  della f nanza e del marketing, assurgendo a paradigma applicabile a tutte le forme di competizione
                  umana, sono ef  cacemente illustrate nel saggio l’Arte della Guerra e i metodi militari di Sun Tzu
                  e Sun Pin, a cura di ralph D. Sawyer, ed. Neri Pozza, 1999.
               6  il marxismo, insieme al pensiero di Sun Tzu, ricopre un ruolo centrale nel pensiero strategico cinese.
                  il concetto di “materialismo dialettico” sottolinea l’importanza delle condizioni del mondo reale e le
                  contraddizioni all’interno delle relazioni. Nella strategia cinese questo concetto implica una dialetti-
                  ca fra oggettivo-soggettivo e gli strateghi cinesi sviluppano “stratagemmi” quali strumenti per con-
                  sentire un confronto anche non simmetrico fra antagonisti.

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