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DifESA E NUovE SfiDE




             SoMMArio: 1 L’uso della guerra cognitiva quale componente strategica della guerra ibrida. - 2.
                       i documenti italiani di analisi militare e di intelligence in tema di guerra cognitiva
                       - 3 Minaccia cognitiva nei confronti del paese. Esigenza di formazione delle forze
                       Armate e dei cittadini alla “difesa cognitiva”. - 4 Sviluppo etico e coesione delle
                       forze Armate nella prevenzione del condizionamento cognitivo dello Strumento
                       Militare.  responsabilità  dei  comandanti  e  delle  Associazioni  Professionali  a
                       Carattere Sindacale fra Militari. 5. Conclusioni.

             1.  L’uso  della  guerra  cognitiva  quale  componente  strategica  della  guerra
               ibrida
                  Quello di guerra cognitiva è un concetto emergente nell’ambito della sicurez-
             za e della difesa che si sostanzia nell’uso di strumenti e tecniche per influenzare il
             pensiero, il comportamento e la percezione di persone o gruppi. Questo tipo di
             guerra si svolge a livello psicologico e cognitivo appunto, cercando di manipolare le
             percezioni attraverso l’informazione, la disinformazione, la propaganda e i social
             media. Esercitata al massimo delle sue potenzialità, la guerra cognitiva è in grado di
             destabilizzare società, organizzazioni militari e fratturare alleanze. “Con il concetto
             di guerra cognitiva (Cognive Warfare - termine introdotto dal generale dell’aero-
             nautica statunitense David L. Goldfein nel 2017 - “We are transitioning from wars
             of attriton to wars of cognition!”) - si intende oggi l’insieme della guerra psicologica
             e della cyberwarfare, quindi di un genere di guerra definita ibrida. Un genere di
             guerra che è fortemente supportata dall’impiego dei social media” .
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                  Questa frase del professor Andrea Castiello d’Antonio, psicologo e psicoterapeu-
             ta, definisce in modo chiaro ed esaustivo il concetto di guerra cognitiva, perimetrandone
             le specificità rispetto alla semplice guerra psicologica da un lato ed alla dimensione cyber
             che ne è il veicolo privilegiato, ben evidenziando anche il ruolo dei social media nella sua
             proliferazione, alla quale essi concorrono in modo prevalente, ma non esclusivo.
                  La dilatazione dell’arte della guerra verso la valutazione di sostenibilità di un
             conflitto, anche con aspirazioni di vittoria da parte di un soggetto belligerante che
             sa di versare in una situazione di inferiorità in termini di armi, uomini, mezzi e tec-
             nologia non è nuova nel pensiero occidentale così come in quello orientale. Essa
             trova  anche  declinazione  nel  concetto  di  “guerra  di  guerriglia”  di  Ernesto  Che
             Guevara secondo cui forze armate popolari, che partono fisiologicamente da una
             posizione di strutturale e spesso incommensurabile inferiorità in termini di armi e
             mezzi, possono vincere una guerra contro un esercito regolare .
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             1  Articolo Cognitive Warfare. Aspetti psicologici e uso dei social media di Andrea Castiello d’Antonio
               nella rivista “Qi-Questioni e idee in Psicologia” nr. 97, maggio 2022.
             2  Manuale del guerrigliero. Regole, tecniche e segreti della guerra di guerriglia di Ernesto Che Guevara
               ed. Bonanno, 1996.
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