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inFormazioni E SEgnaLazioni
Un fenomeno estremamente complesso che necessita di un approccio multi-
dimensionale; cioè, usando parole di8erenti, vi è un bisogno vivo e concreto che si
operi su di un duplice livello di intervento, preventivo e repressivo.
in molte occasioni si parla di innovazioni procedurali e di istituti giuridici di
prevenzione e contrasto, in convegni e riunioni organizzate nelle scuole, nelle uni-
versità, per divulgare quel senso civico e quella volontà di cambiamento dell’ap-
proccio ad una questione criminale che risulta allarmante.
È un dato oggettivo che la violenza di genere naturalmente a8onda le sue radi-
ci nel tessuto culturale e sociale del Paese; tale a8ermazione può senza ombra di
dubbio far ri ettere ed essere il punto di partenza di un risveglio sociale, di un cam-
biamento delle relazioni che si creano in un gruppo, inteso qui in senso ampio
come società. ora, come cresce e si sviluppa una società? Quali sono le regole poste
alla base della civile convivenza? il diritto rappresenta, ed è stato nel passato, lo stru-
mento principale mediante il quale ?ssare i paletti attraverso cui regolare lo svolgi-
mento civile e paci?co dei rapporti sociali ?no a prevedere determinate sanzioni alle
persone che violano determinati precetti. appare più che rilevante sottolineare
come siano diversi gli interventi legislativi nazionali che recepiscono le istanze di
modi?ca fornite dalle fonti sovranazionali, internazionali ed europee.
Tale fatto sottolinea la globalità e l’estensione dell’o8ensività di questi fenome-
ni di violenza anche all’estero e non solo ristretta nell’ambito dei con?ni nazionali.
2. Principali interventi sovranazionali ed il problema di una definizione
i principali interventi sovranazionali in merito sono la Convenzione di
istanbul dell’11 maggio 2011 e la Direttiva n. 29 del 2012 dell’Unione europea
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attuata, nell’ordinamento giuridico italiano, mediante il d.lgs. n. 212 del 2015;
esempi di come ormai l’ordinamento giuridico nazionale sia sempre più parte inte-
grante di un tessuto organico di norme giuridiche sovranazionale, il diritto euro-
peo, che vive all’interno dei singoli Stati aderenti.
Tale interconnessione si giusti?ca proprio a livello costituzionale mediante la
lettura dell’art. 11 della Carta, con il quale la repubblica italiana ha scelto di per-
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dere alcune porzioni della propria sovranità, la cui espressione per eccellenza è pro-
prio il potere legislativo, per un bene più ampio, “assicurare la pace e la sicurezza tra
le nazioni”.
2 rati?cata dalla repubblica italiana con la legge 27 giugno 2013, n. 77.
3 “L’italia ripudia la guerra come strumento di o8esa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle
limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni;
promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
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