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La coSTruzIonE gIurIDIca DELLa PubbLIca SIcurEzza. I ProfILI STorIcI E coSTITuzIonaLI




                    a questo proposito si inserisce il paradigma della polizia di prossimità, che ha
               segnato un’evoluzione concettuale e operativa delle strategie di sicurezza, orientate
               non  più  esclusivamente  alla  repressione,  bensì  a  una  prevenzione  condivisa  e
               responsabilizzante, costruita attorno al coinvolgimento attivo dei cittadini. Tale
               orientamento ha posto al centro la necessità di consolidare un legame f duciario tra
               popolazione e operatori delle Forze di Polizia, nella prospettiva di incrementare il
               senso  di  sicurezza  percepita  e  di  favorire  una  gestione  partecipata  delle  criticità
               emergenti.
                    Un’espressione concreta di questo nuovo modello operativo è rappresentata
               dall’introduzione  sperimentale  delle  f gure  del  Poliziotto e del  carabiniere  di
               Quartiere: operatori appiedati, assegnati stabilmente a specif che aree cittadine, con
               il compito di instaurare un dialogo diretto e continuativo con la popolazione resi-
               dente,  recependone  le  istanze  e  intervenendo  prontamente  sulle  problematiche
               locali .
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                    a partire dal 2010, inoltre, si è af ermata una visione della sicurezza come
               diritto fondamentale da assicurare non soltanto in relazione alle minacce gravi e
               strutturate della criminalità organizzata, ma anche nei confronti di quelle forme di
               illegalità  dif usa  e  devianza  quotidiana  che,  pur  meno  eclatanti,  producono  un
               impatto signif cativo sulla qualità della vita e sul benessere delle comunità.
                    Il controllo del territorio ha, pertanto, assunto un signif cato progressivamen-
               te più ampio e articolato, trasformandosi da mero presidio f sico a presidio qualif -
               cato, volto a garantire non solo la vigilanza continuativa, ma anche una lettura tem-
               pestiva dei segnali di disagio sociale e delle possibili violazioni dell’ordinamento .
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               Per conferire organicità, sistematicità e continuità a tale approccio strategico è stato
               istituito, presso il Ministero dell’Interno, il Comitato di analisi Strategica per il
               Controllo del Territorio (C.a.S.Co.T.) , con la funzione di raccogliere, seleziona-
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               re e interpretare dati rilevanti, fornendo un concreto supporto operativo ai Prefetti
               e ai vertici territoriali delle Forze di Polizia nell’elaborazione di interventi mirati e
               coerenti con le peculiari esigenze locali.


               34  Il valore strategico del controllo del territorio come strumento primario di prevenzione viene sotto-
                  lineato con il d.l. 23 maggio 2008, n. 92 ,“Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”.
               35  La Direttiva del Ministro dell’Interno del 30 aprile 2015, “nuove linee strategiche per il controllo
                  coordinato  del  territorio”,  evidenzia  ulteriormente  un  sistema  improntato  alla  cooperazione  tra
                  amministrazioni centrali, enti locali e società civile. Tra le principali innovazioni introdotte, si segna-
                  lano, come esempio: una mappatura aggiornata degli impianti di videosorveglianza a livello provin-
                  ciale, interoperabile e connesso alle Sale operative delle Forze di Polizia; la promozione della parte-
                  cipazione civica, attraverso campagne di sensibilizzazione; l’utilizzo di tecnologie digitali per agevo-
                  lare il f usso in tempo reale delle informazioni.
               36  Direttiva del Ministro dell’Interno del 30 aprile 2015, cit.

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