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LA LEGIONE DEI CARABINIERI REALI DI BARI
la Legione del tempo, colonnello Romano dalla Chiesa, 2 al vice comandante, tenente colon-
nello Tuccari, 1 al ten. colonnello Mario Perrone Capano, 9 proposte di ricompense al Vm
ancora in corso, testimoniano l’attività di un anno di intense vicende e lo spirito di sacrificio
che ha animato comandanti e gregari.
A capo della Legione si trovava in quei giorni il colonnello Romano dalla
Chiesa , il quale espletò una infaticabile e diuturna attività, fondamentale per
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garantire la tenuta dell’Arma, il controllo dell’ordine pubblico, la vigilanza sulla
pubblica sicurezza e la difesa delle istituzioni.
A partire dalla giornata del 13 settembre gli ultimi reparti tedeschi abban-
donarono progressivamente Trani, Barletta, Andria, per ritirarsi oltre Foggia e
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apprestarsi a contrastare l’avanzata alleata . Da questo momento in poi la situa-
zione all’interno del territorio legionale andò stabilizzandosi - pur nell’emergen-
za di un conflitto del quale non si prevedevano gli sviluppi - e l’attività
dell’Arma divenne importante perché l’unico reparto italiano presente sul
campo degli avvenimenti in corso. Infatti, se nelle retrovie iniziava il riassetto
organizzativo della Legione di Catanzaro (con giurisdizione sulla Calabria e
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Potenza, considerate però zona di guerra dagli Alleati) , il territorio della
Legione di Napoli era investito dai fenomeni più gravi della feroce guerra in
corso, con l’esercito tedesco che non esitava a far “terra bruciata” per cercare
di fermare o quanto meno ritardare l’avanzata anglo-americana e, magari, stabi-
lizzare il fronte. Operazione, quest’ultima, che sarebbe riuscita tra la fine di
ottobre e i primi giorni di novembre del 1943, lungo una direttrice (chiamata
“Linea Gustav”) che, partendo da Cassino, avrebbe attraversato l’Appennino
molisano fino a Termoli prima, a Vasto poi (Istonio, come si chiamava allora)
e a Ortona infine. In questo quadro generale, il ritrovamento dei “notiziari”
3 Romano Dalla Chiesa (Parma, 1891 - Roma, 1978), già nel Regio esercito italiano nella cam-
pagna di Cirenaica e in Albania, passato nell’Arma dei Carabinieri prese parte negli anni
Venti alle campagne del prefetto Cesare Mori contro la mafia in Sicilia, sino a diventare
comandante provinciale di Agrigento. Al comando poi della Legione dei CC.RR. di Bari alla
data dell’armistizio, il Governo Badoglio lo nominò a capo del neocostituito Comando dei
Reali Carabinieri dell’Italia Meridionale, che avrebbe avuto giurisdizione prima sulla Puglia e
la Basilicata, poi anche sulla Calabria. Rimase in quel delicato incarico fino al 19 novembre
1943, quando il Comando ampliò poteri e giurisdizione e venne affidato al generale
Giuseppe Pieche. Promosso successivamente generale di brigata e poi di divisione, Dalla
Chiesa chiuse la sua carriera quale Vice comandante generale dell’Arma nel 1955. Tra i suoi
tre figli, Romolo (anch’egli futuro generale dei carabinieri) e il più noto Carlo Alberto (gene-
rale e prefetto, e, tra il 1981 e il 1982, anch’egli Vicecomandante generale dell’Arma).
4 Cfr. il telegramma del colonnello Dalla Chiesa al Comando del IX Corpo d’Armata a
Brindisi, Bari, 13 settembre 1943, in Aussme, Fondo Sim, 10ª Divisione, b. 168.
5 Al riguardo si veda F. Angeletti, I Carabinieri Reali in Calabria nel 1943. Tra esigenze belliche e con-
trollo del territorio, in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, I Carabinieri del 1943 (a cura di F.
Carbone), 2023.
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