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GIN AND TONIC: DALLA MALARIA AL COVID CON IL CONTRIBUTO DELLA SANITÀ MILITARE




               Cardinale  gesuita  de  Lugo,  il  quale  nel  1640  convinse  il  pontefice  e  l’allora
               archiatra Gabriele Fonseca a studiarla e, in seguito al successo riscontrato sui
               malati dell’ospedale Santo Spirito, a farla inserirla nella Schedula Romana con i
               dosaggi valutati .
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                          Fonte: disegno dell’ospedale Santo Spirito. Il conte di Chinchon riceve la corteccia.

                    Presso  la  corte  del  cardinale  era  presente  anche  un  medico  genovese,
               Sebastiano Baldi, il quale nel 1656 pubblicò il saggio Cortex Peruviae Redivivus
               sull’esperienza che aveva avuto con questo medicamento sia a Roma che in
               Liguria, dopo esservi tornato . Contemporaneamente il medicamento si era
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               diffuso anche in Europa: il primo trattato in cui si nomina la polvere della cor-
               teccia utilizzata contro la febbre quartane è del belga Van Der Voyen del 1643,
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               che la chiama pulvis indicus .
               12   https://www.malariasite.com/history-treatment/.
               13   Cav. Abate Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte I, ed. 1812.

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