Page 12 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




             del periodico ritornando a cristallizzare un tema importante in un numero dedi-
             cato evitando così la dispersione di un sapere che invece necessita proprio di
             essere raccolto. Appare importante segnalare che le scadenze temporali di questa
             parte della Storia dell’Arma non coincidono con quelle dell’anno solare. Infatti,
             per quanto riguarda proprio il 1943, si può assegnare una periodizzazione che
             parta dall’8 febbraio e termini al 7 ottobre 1943. Questo anno piuttosto raccolto
             contiene tutti gli elementi significativi che permettono di comprendere il ruolo
             dell’Istituzione e dei suoi uomini in quel periodo. Infatti, il dies a quo è legato alla
             decisione, naturalmente politica, di far ritornare al vertice dell’Arma un generale
             dei Carabinieri, ritenuto evidentemente, indispensabile per la migliore gestione
             della situazione politica e sociale del nostro Paese nei mesi successivi .
                                                                              (3)
                  La periodizzazione termina a nostro giudizio con il 7 ottobre 1943, dies ad
             quem per la narrazione delle vicende dei militari dell’Arma. Le pagine dedicate
             alla cattura e all’internamento dei Carabinieri di servizio nella capitale permetto-
             no di cogliere perfettamente le preoccupazioni degli occupanti nazisti e dei loro
             accoliti repubblichini. Era necessario disfarsi dei Carabinieri che, forti del loro
             aggettivo  Reali,  non  davano  alcun  affidamento  né  ai  primi  né  tantomeno  ai
             secondi. Ecco che ancora una volta i tedeschi dimostrarono di non attribuire
             alcun valore agli accordi internazionali pure da loro sottoscritti, violando non
             solo le convenzioni ma anche gli usi di guerra che le nazioni occidentali avevano
             cristallizzato sin dal 1625, grazie all’opera di Ugo Grozio . Ecco che proprio il 7
                                                                   (4)
             ottobre rappresenta la fine dell’anno di Storia dell’Arma e l’inizio di un nuovo anno,
             anche  questo  disallineato  rispetto  quello  solare  ove  le  vicende  dell’Arma  dei
             Carabinieri possono essere rappresentate come pagine di sofferenza e di dovere,
             ritornando  al  saggio  citato  all’inizio  di  questa  breve  introduzione.  Certamente,
             entrando nel merito del testo, si tratta di una sintesi purtroppo necessaria che tocca
             alcuni determinati aspetti di un periodo estremamente complesso.
                  Grazie alla disponibilità dei professori Emilio Gentile e Giuseppe Conti è
             stato possibile presentare il quadro generale sia delle questioni politiche, sia
             delle questioni militari di quel 1943.
                  La dottoressa Silvia Haia Antonucci poi conduce il lettore nella tragedia
             della Shoah, attraverso il prisma della Comunità Ebraica di Roma.
                  Altri autori hanno analizzato aspetti limitati dal punto di vista territoriale
             che aiutano il lettore a comprendere la complessità del periodo, sia nelle zone

             (3)  Con il regio decreto legge 8 febbraio 1943, n. 38 fu introdotto il grado di generale di corpo d’ar-
                  mata  per  l’Arma  dei  Carabinieri,  consentendo  al  generale  di  divisione  più  anziano,  Azolino
                  Hazon, di diventare il “primo Carabiniere d’Italia”. Prima di lui, un altro Carabiniere Comandante
                  Generale fu Luigi Cauvin, Comandante Generale dal 4 gennaio 1918 al 24 agosto 1919.
             (4)  Hugonis Grotius (Ugo Grozio), De iure belli ac pacis libri tres. In quibus ius naturæ et gentium iem
                  iuris publici præcipua explicantur, Parisiis, Apud Nicolaum Buon, in via Jacobæa, sub signis S.
                  Claudii, et Hominis Silvestris, 1625.

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