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IL SOPRALLUOGO PSICO-CRIMINOLOGICO NELL’ARMA DEI CARABINIERI




               canoni  di  scientificità  e
               sistematizzazione teorica in
               un  ambito  minato  da
               approcci  tendenzialmente
               idiosincratici,  che  possono
               interferire  nella  genuina
               ricostruzione dei fatti e nel-
               l’accertamento della verità.
                    La prima applicazione
               delle discipline psicologiche
               nelle investigazioni è collo-
               cabile nella ricerca del dot-
               tor  Thomas  Bond  (1841-                  Elementi a rilevanza criminologica
               1901), medico legale della polizia londinese, che nel 1888 si avvalse dei principi
               della psicologia per delineare la personalità dell’ignoto omicida passato alla storia
               come “Jack lo squartatore” . Tuttavia, dopo varie esperienze di applicazione delle
                                         (9)
               scienze investigative psicologiche, protese prevalentemente verso un orientamento
               psicoanalitico, il primo formale riconoscimento della psicologia applicata nelle
               indagini di polizia avvenne nel 1984 quando l’allora presidente degli Stati Uniti
               d’America Ronald Reagan fece costituire all’interno dell’FBI il National Centre for
               the Analysis of  Violent Crime (NCAVC), con lo scopo primario di identificare e trac-
               ciare i repeat killer  e composto da quattro programmi di attività:
                               (10)
                      ricerca e sviluppo;
                      training;
                      profiling e consulenze;
                      il Violent Criminal Apprehension Program (VICAP).
                    L’approccio statunitense di psicologia investigativa , denominato Crime
                                                                      (11)
               Scene Analysis (CSA), si basa sulla comparazione degli elementi prodotti da due
               distinte attività investigative:
                      la ricostruzione della scena del crimine (crime scene reconstruction);
                      l’elaborazione del profilo criminologico del reo (criminal profiling).
                    La prima fase del processo utilizza i dati della criminalistica che attraverso
               un ragionamento deduttivo conduce a ipotizzare gli scenari plausibili.
                    L’elaborazione del profilo criminologico è uno step successivo che ricerca le
               motivazioni alla base del reato e le caratteristiche personologiche del suo autore.

               (9)  M. PICOZZI, A. ZAPPALÀ, Criminal profiling, Psicologia McGraw-Hill, Milano, 2002.
               (10)  B. T. ROESSNER, President Extols ‘War on Crime’, The Hartford Courant, June 21, 1984, pagg. 1-14.
               (11)  I principali teorici sono Ressler e Schachtman, 1992, Douglas e Olshaker, 1995.

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