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DOTTRINA



                  Il termine “femminicidio” ad esempio è stato introdotto per la prima volta
             nella categoria criminologica solo nel 1992, grazie al libro di Diana Russell e Jill
             Radford “Femicide: The Politics of  woman killing” .
                                                         (4)
                  In precedenza l’unica parola esistente di significato analogo era “uxorici-
             dio”, la cui radice latina, uxor (moglie), limitava il significato del termine all’uc-
             cisione della donna in quanto moglie, ovvero il soggetto-vittima veniva confi-
             nato a mero oggetto-possesso del carnefice. Per quanto riguarda la violenza
             domestica, invece, con il termine “domestica” si è inteso tematizzarne la dimen-
             sione intima, composta cioè da un ampio spettro di esperienze di violenza subite
             dalle donne in ambito familiare . Gli estensori della Convenzione di Istanbul
                                           (5)
             sottolineano tuttavia come non sia da intendere solo in una accezione limitata
             alla  stretta  relazione,  residenziale,  dei  partner,  ma  comprenda  anche  tutti  gli
             eventi lesivi successivi all’interruzione della relazione .
                                                                (6)
                  Bisogna poi tener presente che l’evoluzione culturale e di costume che ha
             determinato il venir meno della struttura patriarcale della famiglia, l’affermarsi
             del  ruolo  della  donna  nella  società  e  uno  speculare  ridimensionamento  del
             ruolo del maschio, l’esilità dei rapporti familiari, le scarse conoscenze pedago-
             giche-educative, le difficoltà lavorative ed economiche (ma anche l’accentuato
             interesse verso le componenti deboli della comunità e il crescente numero di
             studi sulla violenza, sulle vittime e sui processi di vittimizzazione), hanno con-
             tribuito alla “scoperta sociale” degli abusi intrafamiliari .
                                                                  (7)


             2.  I dati in Italia
                  Per il nostro Paese i dati raccolti nell’indagine sulla sicurezza delle donne,
             condotta  dall’Istat  tra  maggio  e  dicembre  2014 ,  confermano  la  gravità  di
                                                            (8)
             quanto riportato dall’OMS: sei milioni 788 mila donne (il 31,5% delle donne tra
             i sedici e i settanta anni) hanno subìto nel corso della propria vita una qualche
             forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% vio-
             lenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati
             stupri.
             (4)  Jill RADFORD, Diana E.H. RUSSELL (edited by), Femicide: The politics of  woman killing, Twayne Pub, 1992.
             (5)  Audrey THOMPSON, 15 Years of  the United Nations Special Rapporteur on Violence Against Women,
                  Its Causes and Consequences (1994-2009): A Critical Review, UN, 2009.
             (6)  Serie dei Trattati del Consiglio d’Europa - n. 210 Relazione esplicativa della convenzione del Consiglio
                  d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, 2011.
             (7)  La violenza intrafamiliare. Dossier a cura di Rita ROBERTO. Supplemento staccabile al numero
                  2 del 2016 de Il Consulente Familiare, aprile-maggio 2016.
             (8)  ISTAT, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia, 2015.
                  Link: https://www.istat.it/it/archivio/161716.

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