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VIOLENZA DOMESTICA: UN MALE DAI TANTI VOLTI
Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante
volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qual-
siasi forma di violenza .
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Il testo sottolinea in particolare la rilevanza dell’ambito della violenza
domestica, ovvero della violenza specificamente contro i gruppi che nel tempo
sono stati meno tutelati e che tuttora risultano a maggior rischio, ovvero donne,
anziani e bambini, riempiendo un annoso vuoto normativo e culturale. La
Convenzione distingue due tipi di violenza domestica che si differenziano per
le loro caratteristiche, ovvero la violenza tra partner (attuali o precedenti) e la
violenza intergenerazionale (tra persone di generazioni diverse che per varie
ragioni sono a contatto). Una forma di violenza domestica è dunque rappresen-
tata dalla violenza tra partner nelle coppie eterosessuali od omosessuali e in essa
rientra la violenza contro le donne commessa da un partner intimo (o Intimate
partner violence - IPV). I dati sulla diffusione della violenza contro le donne a
livello internazionale sono terribili e impongono la necessità di un intervento
prioritario: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il trentacin-
que per cento delle donne, nel mondo, ha subito una forma di violenza fisica o
sessuale e nella maggior parte dei casi questa è causata dal partner. Inoltre, il
trentotto per cento degli omicidi di donne è dovuto a IPV . Il tratto dell’ap-
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partenenza delle vittime al genere femminile elicita inoltre un’analisi che non si
arresti al mero aspetto biologico ma allarghi lo sguardo all’ambito sociale ovve-
ro agli stereotipi, alle false credenze, alle distorsioni dei dettami tradizionali che
la concezione dell’“essere-femmina” ha accumulato, come detriti, nella storia.
La violenza contro le donne non si viene così a configurare semplicemente
come atto contro una persona di sesso femminile (a cui tutt’al più vedere rico-
nosciute delle aggravanti) ma come “delitto culturale”, per le sue radici storiche
e sociali, e potremmo dire anche inversamente “cultuale”, trovando nell’“ogget-
to-donna” un simulacro da colpire. La connotazione storico-culturale della vio-
lenza contro le donne è sottolineata peraltro dal fatto che solo negli ultimi
decenni si è assistito a un cambiamento dell’attenzione al problema cominciando
innanzitutto a darne un nome e una definizione. È stato necessario cioè partire
da quelle basi lessicali che hanno permesso di fare emergere una struttura del
reale prima sommersa, dando voce, appunto, alle donne.
(2) VII Legislatura Documentazione per le Commissioni riunioni interparlamentari “Violenza
sulle donne - Una sfida per tutti” - Bruxelles, 5 marzo 2014.
Link: https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/0/750635/index.html?part=dos-
sier_dossier1-sezione_sezione2.
(3) World Health Organization 2013. Global and regional estimates of violence against women: prevalence and
health effects of intimate partner violence and non-partner sexual violence.
Link: https://www.who.int/publications/i/item/9789241564625.
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