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LIBRI



               Decisioni, più volte richiamate e analizzate nel volume, che hanno come sfondo
             gravissimi infortuni sul lavoro e malattie professionali  dal tragico esito. Vicende di
             questo tipo ‘stressano’ il processo di attribuzione della colpa - blaming - che gli
             antropologi indicano come una risorsa alla quale si è inclini a ricorrere come prima
             istanza,  appena sedato lo smarrimento che colpisce di fronte alle ‘sventure’. Le
             ordalie si sono evolute in riti che sono intesi come strumenti di difesa dell’indivi-
             duo dalla vendetta; ma essi minacciano ogni volta di cedere di fronte alla pressione
             incomparabile delle nuove piazze mediatiche e globali.
               La tensione a non smarrire il bandolo che ci è stato consegnato dall’ammoni-
             mento di von Listz, che il diritto penale è la Magna Charta del reo, percorre l’intera
             trattazione dell’Autore (ben attento a non isolarsi in un utopico oltranzismo) e si
             manifesta in termini del tutto evidenti nelle soluzioni proposte per gli snodi più
             intricati dell’illecito colposo. Ad esempio, a riguardo del ruolo dell’agente modello
             si condivide la denuncia fatta dalla dottrina dell’uso giurisprudenziale, incline a trat-
             teggiarlo come entità onnipotente e quindi inarrivabile dall’uomo mortale tratto a
             giudizio; ma al tempo stesso se ne dichiara l’irrinunciabilità nei casi in cui manca
             una regolamentazione adeguata, individuando nella attenta ricostruzione del singo-
             lo caso, in ogni sua particolarità, la strada per esorcizzare il demone della respon-
             sabilità oggettiva.
               La medesima tensione anima la ricostruzione della responsabilità dell’ente per
             l’ipotesi che sia commesso taluno dei reati previsti dall’art. 25-septies del D.Lgs. n.
             231/2001. Un modello disciplinare nato sotto l’impronta di una ibridazione tra ille-
             cito amministrativo ed illecito penale viene riplasmato, in consonanza con la più
             recente dottrina, assumendo quale stella polare il ripudio, anche per l’ente morale,
             di ogni forma di responsabilità oggettiva. Ancora una volta l’archetipo dell’illecito
             colposo di evento offre la struttura portante, per la quale devono essere adottati i
             correttivi e i necessari adeguamenti che la diversa sostanza di cui son fatti la per-
             sona fisica e l’ente morale pretende. Ancora una volta, il percorso è tratteggiato
             con  sapienza ed equilibrio, senza fughe in avanti e tuttavia senza rinunce.
               L’insieme che l’Autore riesce a restituire, in un lavoro che offre al lettore anche
             la piacevolezza dello stile, è un viaggio nel presente e nel futuro del diritto penale,
             colto dal punto di osservazione ove lo sguardo trascorre di continuo sui territori
             della scienza, del diritto, dell’economia e su altri ancora.
               Una guida sicura per chi vuole inoltrarsi in un settore tanto affascinante quanto
             specialistico; un compagno indispensabile per chi vorrà associarsi al cammino.



                                                                                    Dottor
                                                                          Salvatore Dovere















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