Page 279 - Layout 2
P. 279
LIBRI
Rita dalla Chiesa
IL MIO VALZER CON PAPÀ.
UN RITRATTO FAMIGLIARE DEL GENERALE DALLA CHIESA
Rai Libri editore, 2020, pagine 200, euro 16,00
“Ho vissuto spostandomi continuamente attraverso l’Italia
intera, da Nord a Sud, ma questo mi ha anche insegnato a con-
siderare l’Arma dei Carabinieri come l’unica vera casa che
avremmo mai avuto. Il punto fermo della nostra vita familiare”.
Questa frase che Rita dalla Chiesa scrive nel suo
nuovo libro “Il mio valzer con papà”, per le edizioni
Rai Libri, raccoglie il senso profondo che impregna il
suo racconto, che in qualche modo è in realtà non solo
la storia privata sua e di un grande Carabiniere, ma
anche la storia della vita di una famiglia tipo dei
Carabinieri. La giornalista in queste pagine ha voluto raccontare le vicende familiari
e il suo rapporto personale con il suo grande genitore, martire per mano della
mafia, il Generale C.A. Carlo Alberto dalla Chiesa. Ma in qualche modo ha descrit-
to il modello universale di quella che è la vita quotidiana di un militare dell’Arma.
Ed è forse anche per questo che l’autrice ha confidato: “Tutta la vita con papà è stata
un valzer. Ho scritto questo libro perché ho voluto che tutti i proventi fossero interamente destinati
agli orfani dei Carabinieri tramite l’ONAOMAC”.
Per scelta si è voluta concentrare sugli anni meno noti al grande pubblico, in
particolare quelli della lotta al terrorismo delle Brigate Rosse, terminando il suo
racconto nell’agosto 1982, in occasione delle ultime vacanze di famiglia, tralascian-
do la tragica e più nota storia di quei terribili cento giorni da Prefetto a Palermo,
culminati il 3 settembre con l’agguato mortale in cui il Generale perse la vita insie-
me alla giovane seconda moglie Emanuela Setti-Carraro e all’agente di scorta,
Domenico Russo. Ma nonostante l’autrice abbia voluto rifuggire dagli aspetti pub-
blici ed eroici del padre, in realtà forse inconsapevolmente ha finito con il renderlo
ulteriormente un soggetto esemplare che può racchiudere nella sua esperienza la
sintesi della vita nell’Arma e diventare modello anche in questo, anche nella dimen-
sione privata.
Il Generale dalla Chiesa infatti emerge come un ufficiale che vive profondamen-
te la sua “Carabinierità” anche nella vita domestica e familiare, condividendo pro-
blematiche, sfide e aspetti positivi che ogni appartenente all’Arma si trova ad
affrontare nella sua vita e nella sua carriera, così come i suoi familiari si sono dovuti
confrontare (anche drammaticamente, in questo caso) con gli onori e gli oneri che
pesano su tutti coloro che hanno un genitore o un coniuge arruolato sotto la
Fiamma. Tanto che la figlia del Generale rivela un dalla Chiesa che con la moglie
sta attento ai conti, si preoccupa di conciliare gli orari, segue i compiti dei figli, fa
l’albero di Natale alla vigilia, perché ci tiene ma prima non aveva il tempo necessa-
rio. E soprattutto deve fare i conti con i figli che non vogliono ogni volta trovarsi
a lasciare gli amici, il loro mondo, per non parlare delle frequentazioni e degli inna-
moramenti.
“Costretti a dover salutare a ogni trasferimento le persone a cui si era più legati - scrive Rita
dalla Chiesa, interpretando sentimenti universalmente provati dai Carabinieri - era
come se fossimo parte di una grande famiglia, che si rinnovava, con facce nuove, in qualsiasi parte
d’Italia”.
273

