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INSERTO
«Esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinunzia della vita, sul
luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde nazi-
ste, insieme con ventidue ostaggi civili del territorio della sua stazione, pur essi innocenti, non
esitava a dichiararsi unico responsabile d’un presunto attentato contro le forze armate tede-
sche. Affrontava così, da solo, impavido, la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi car-
nefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa
dell’Arma».
L’8 giugno 1947 la salma di D’Acquisto venne riportata a Napoli, accolta
da una moltitudine di concittadini che, due giorni più tardi, l’accompagnarono
nel Sacrario dei caduti nel Mausoleo di Posillipo. Sul luogo del martirio resta la
stele eretta nel 1960, sulla quale si legge: «Qui, guardando il suo mare, Salvo
D’Acquisto, Vice Brigadiere dei Carabinieri, offrì alla Patria la sua fiorente giovinezza».
Il 23 ottobre 1986 il feretro venne traslato su un affusto di cannone nella
prima cappella di sinistra della basilica di Santa Chiara.
«Salvo D’Acquisto è un uomo vero; per questo è patrimonio, è ricchezza, è onore, è glo-
ria dell’umanità», scandì l’allora ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro. E personalmen-
te ricordo la convinzione che mi confidò il cardinale Corrado Ursi, del quale ero addetto stam-
pa, mentre seguivamo il solenne corteo: «La visione della risurrezione era presente in
D’Acquisto nel momento stesso della morte». Un concetto pubblicamente approfondito subito
dopo, nell’omelia della celebrazione eucaristica, quando l’arcivescovo partenopeo affermò fra
l’altro che «il messaggio che ci lancia Salvo D’Acquisto è che tutti gli uomini devono essere
solidali con gli altri uomini». Il giorno precedente si era svolta una toccante ceri-
monia nella caserma “Pastrengo” del Comando Provinciale Carabinieri di
Napoli, nei pressi di piazza Carità, dove si trova la scultura in acciaio realizzata
dall’artista partenopea Lydia Cottone e installata il 21 marzo 1971 alla presenza
dell’allora presidente del Consiglio Emilio Colombo. La struttura presenta
scene che ricordano l’episodio di cui fu protagonista l’eroico Vice Brigadiere,
mentre dinanzi alla stele, e nello stesso tipo di metallo, campeggia una figura
simbolica stilizzata. Il 16 luglio 2020, dopo un’attenta operazione di restauro,
il monumento è stato nuovamente inaugurato, alla presenza anche del fratello
minore di Salvo, l’ottantatreenne Alessandro.
Numerosi sono gli omaggi alla memoria di Salvo D’Acquisto concretizzati
in molteplici luoghi d’Italia. Sull’enciclopedia on-line Wikipedia ne è offerto un
significativo elenco, seppur non esaustivo. Innanzitutto c’è l’ambito militare, con
l’intitolazione di varie caserme dell’Arma: a Roma il Centro Nazionale di
Selezione e Reclutamento, il Comando Unità Mobili e Specializzate “Palidoro”,
il 4° Reggimento a cavallo; a Napoli la Legione; a La Spezia e a Siena i Comandi
provinciali; a Velletri la Scuola allievi marescialli e brigadieri; a Giove la Stazione.
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