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INSERTO
«Più volte, e anche in anni recenti, i Carabinieri hanno pagato di persona, e con la stes-
sa vita, l’attaccamento al loro ideale, manifestando così un altruismo, una generosità, uno spi-
rito di sacrificio, che ai nostri giorni sembrerebbero cosa rara. Mi piace citare, a questo pro-
posito, l’eroico comportamento del Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto durante il secondo con-
flitto mondiale, luminoso esempio di abnegazione e di sacrificio: ma so che molti altri non sono
stati e non sono da meno. Questi sono esempi che rifulgono al di sopra di ogni interesse di
parte e si impongono non solo al rispetto, ma anche all’ammirazione e alla riconoscenza di
tutti. E io oggi vorrei anche farmi interprete di un diffuso sentimento, ringraziando voi e tutti
i vostri colleghi per quanto fate, spendendovi instancabilmente in favore di una vita più sicura
e più umana nella diletta nazione italiana». Nella seconda circostanza, accogliendo il
26 febbraio 2001 in Vaticano i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma,
papa Wojtyła si compiacque più specificamente per il processo canonico che
potrà portare al riconoscimento del martirio di Salvo D’Acquisto e la proclama-
zione come beato, richiamando i valori dell’Arma: «che affondano le loro radici in
tradizioni umane e cristiane, che richiedono di essere costantemente alimentate mediante l’im-
pegno individuale e comunitario. I credenti sanno di essere chiamati a tale impegno in virtù
di quella vocazione alla santità, che è rivolta a tutti. Santità significa, infatti, vivere piena-
mente le virtù evangeliche nelle concrete situazioni in cui ci si trova. La storia dell’Arma dei
Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell’adempimento fedele e
generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il Vice Brigadiere Salvo
D’Acquisto, medaglia d’oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione».
Il suo primo postulatore, il gesuita Paolo Molinari, in un’intervista nel cinquan-
tenario della morte, sottolineò che «lo spirito di un Carabiniere - che è quello di una
fedeltà, di un senso del dovere e di un’attenzione a coloro che hanno bisogno di aiuto e di soste-
gno - è però animato in Salvo D’Acquisto, a motivo di tutta la formazione ricevuta e dal
modo in cui egli aveva vissuto per tanti anni, da uno spirito cristiano proprio di chi conosce e
ama nostro Signore, il quale ha assunto su di sé la responsabilità della nostra miseria e dei
nostri peccati, pur di salvarci. Quindi, abbiamo davvero in Salvo D’Acquisto un atto di gene-
rosità cristiana e quindi un martirio cristiano, un dono di sé fino alla fine della vita».
La causa di beatificazione fu avviata il 4 novembre 1983 con l’indagine sul-
l’eroicità delle virtù cristiane di D’Acquisto, come accade normalmente per i
fedeli morti in “concetto di santità”, che si concluse il 25 novembre 1991 con
la consegna della documentazione alla Congregazione delle Cause dei santi.
In seguito, rifacendosi all’«eroica testimonianza della carità» che era stata alla
base della canonizzazione di san Massimiliano Maria Kolbe (martire nel campo
di concentramento di Auschwitz per essersi volontariamente sostituito a un
padre di famiglia condannato a morte per rappresaglia), venne svolta un’indagi-
ne suppletiva sul martirio, con la presentazione dei nuovi risultati nel 1999.
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