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NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL MARTIRE SALVO D’ACQUISTO
Ma, dalla discussione dei teologi della Congregazione nel novembre 2007,
scaturì un voto in maggioranza sospensivo circa la possibilità di dichiararlo
martire, nonostante la convinzione espressa da padre Molinari riguardo alla
«sussistenza dei presupposti per affermare che l’omicidio di Salvo D’Acquisto avvenne “in
odio alla fede”, sotto l’influenza di un’ideologia dittatoriale anticristiana».
Oggi però, mentre è subentrato come postulatore don Giuseppe Praticò,
si è aperta un’interessante opportunità dopo la pubblicazione della Lettera apo-
stolica in forma di “motu proprio”, firmata da papa Francesco l’11 luglio 2017,
con il titolo “Maiorem hac dilectionem” sull’offerta della vita.
Il pontefice, sviluppando la consapevolezza che «sono degni di speciale consi-
derazione e onore quei cristiani che, seguendo più da vicino le orme e gli insegnamenti del
Signore Gesù, hanno offerto volontariamente e liberamente la vita per gli altri ed hanno per-
severato fino alla morte in questo proposito», ha introdotto «l’offerta della vita» come
«nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione, distinta dalle fattispecie sul
martirio e sull’eroicità delle virtù».
Per essere considerata valida ed efficace per la beatificazione di un servo
di Dio (titolo attualmente attribuito a Salvo D’Acquisto), l’offerta della vita
deve rispondere ai seguenti criteri:
a)offerta libera e volontaria della vita ed eroica accettazione propter carita-
tem di una morte certa e a breve termine;
b)nesso tra l’offerta della vita e la morte prematura;
c)esercizio, almeno in grado ordinario, delle virtù cristiane prima dell’of-
ferta della vita e, poi, fino alla morte;
d)esistenza della fama di santità e di segni, almeno dopo la morte;
e)necessità del miracolo per la beatificazione, avvenuto dopo la morte del
servo di Dio e per sua intercessione.
La ricorrenza del centenario della nascita di Salvo D’Acquisto, del quale
questo speciale si è proposto di fare memoria concreta e non soltanto astratta
rievocazione, può essere la seria opportunità per un rilancio forte dell’atten-
zione ecclesiale riguardo a una figura di giovane laico che si evidenzia real-
mente come modello per una gioventù non di rado oggi priva di ideali e di
motivazioni.
E può anche rappresentare lo stimolo per tutti gli appartenenti all’Arma,
insieme con quanti si sentono idealmente partecipi dei medesimi valori di rife-
rimento, per chiedere l’intercessione spirituale del servo di Dio nei tanti
momenti di fatica, di difficoltà, di sofferenza e di malattia, che chiunque si trova
ad affrontare nel corso della propria esistenza.
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