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personale libertà morale, da contestualizzare all’interno della natura giuridica di
precise azioni penalmente rilevanti.
Attraverso l’esame delle interdittive antimafia, ci addentriamo poi, grazie al
Tenente Julian Colamedici, in altro tema in qualche misura intuibilmente ostico,
ossia nei meandri di ciò che può paralizzare, alle volte, l’instaurazione di un qualsi-
voglia rapporto economico fra un’impresa attinta dai sospetti dell’ombra mafiosa
e la Pubblica Amministrazione. L’esigenza di contrastare l’insinuarsi della crimina-
lità nel tessuto economico e produttivo, propugnata dalla Pubblica
Amministrazione, comporta controlli e restrizioni che, nei provvedimenti
dell’Autorità prefettizia, possono raggiungere livelli di impedimento e di afflittività
piuttosto pesanti, fino all’esclusione. Ciò non di meno, l’adozione di misure di cau-
tela non può prescindere da un uso ponderato delle stesse misure interdittive, al
fine di evitare che esse possano essere applicate in modo disinvolto, al solo fine di
tenere lontani rischi e responsabilità, anche senza il conforto di un quadro indizia-
rio oggettivo che giustifichi la misura preclusiva. Si è voluto affrontare anche que-
sto argomento perché perfino la cautela, quando eccessiva, può condurre a valuta-
zioni arbitrarie, pesantemente ingiuste ed escludenti, sorrette solo da un uso impro-
prio dei margini di discrezionalità nel giudizio di infiltrazione mafiosa, ma anche
perché la trasparenza ci impone di guardare in ogni direzione, senza alcun timore.
Nel solco già tracciato della mission editoriale, sempre più rivolta alla socie-
tà e all’ambiente, ci è sembrato necessario aprire un nuovo spazio dedicato
all’idea dell’Eco Ambiente. Le nozioni di ambiente, paesaggio, natura, ecologia,
seppur possano sembrare simili e sovrapponibili, di fatto non lo sono. La pos-
sibile confusione semantica che si è prodotta nell’immaginario collettivo con la
sovraesposizione dei diversi termini accostati frettolosamente fra loro, come
ambiente, paesaggio, natura, ecologia, ha finito per rendere indistinguibili i reali
significati delle parole che si perdono in un melting pot, in vista di sfruttarne la
valenza sicuramente positiva. A tale proposito la “Rassegna”, proprio per que-
sta genericità, intende creare un contenitore ampio ove inserire articoli dal
taglio tecnico-giuridico su vari settori: inquinamento, rifiuti, scarichi abusivi,
agroalimentare, foreste, protezione degli animali, eccetera.
In esordio, presentiamo l’elaborato del Consigliere Pasquale Fimiani -
Sostituto Procuratore Generale presso la Corte Suprema di Cassazione - che, in
materia di inquinamento, ci rende partecipi delle attività che attengono ai con-
trolli di carattere tecnico mediante prelievo di campioni, delle successive analisi,
ma anche delle rilevazioni strumentali per la determinazione dell’eventuale
superamento dei valori massimi di elementi contaminanti, come stabiliti dalle
specifiche direttive. Si tratta di indagini tecniche e di laboratorio necessarie a
validare, o se del caso invalidare, situazioni poi sanzionabili penalmente. Lo stu-
dio viene anche affrontato sotto il profilo della genesi dell’iniziativa d’indagine
che, infatti, può avere diversa motivazione e differenti conseguenze.
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