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LA BATTAGLIA DI SEDAN
Le armate francesi avevano ognuna il proprio Stato maggiore, posto a
supporto del rispettivo comandante, deputato più che altro a pianificare i sin-
goli scontri e per questo caratterizzato da una visione d’insieme più limitata. I
prussiani invece si erano dotati di un organo suddiviso in branche funzionali,
ognuna chiamata a pianificare nei dettagli un aspetto dell’intera campagna mili-
tare, dal vettovagliamento allo spostamento delle truppe, passando per lo studio
dei campi di battaglia.
Una lezione data dai prussiani ai francesi che si aggiunse a quella della tat-
tica dell’offensiva e del movimento permanente, nettamente contrapposta
all’immobilità e alla prevedibilità delle armate di Napoleone III e alla base del
futuro piano Von Schlieffen, adottato nella Prima Guerra Mondiale dall’allora
capo di Stato maggiore Helmut Von Moltke, nipote nell’eroe di Sedan.
Tutto questo portò Sedan ad assumere le dimensioni di una catastrofe
morale, militare e politica per i francesi e a trovare posto tra le grandi battaglie
di distruzione della Storia, da Canne nel 216 a.C. a Stalingrado nel 1943.
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