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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Due regioni che da quel momento sarebbero state contrassegnate sulle
cartine geografiche delle scuole francesi con il colore nero del lutto. Proprio
quest’umiliazione collettiva fu alla base del Revanscismo che fu l’anima del
nazionalismo francese e che Leon Gambetta descrisse con la frase “Pensiamoci
sempre, non parliamone mai!”.
Sedan rappresentò anche la fine della storia delle Nazioni restaurate dal
Congresso di Vienna e l’inizio dei grandi nazionalismi. Quello tedesco, diretta-
mente contrapposto a quello francese, fu alimentato dalla tradizione militarista
prussiana e dal senso di superiorità e predestinazione del popolo tedesco rispet-
to agli altri popoli d’Europa.
I nazionalismi avrebbero portato in pochi anni ai due grandi conflitti
mondiali che hanno cambiato la storia d’Europa e del mondo per sempre.
Lezioni apprese
La carica del Generale Margueritte, ultimo disperato tentativo francese di
rompere l’accerchiamento prussiano, segnò in un attimo non solo la fine della
cavalleria pesante e l’importanza dell’artiglieria sul campo di battaglia, ma anche
il tramonto del mito rivoluzionario francese che fu vivo fin quando lo fu il suo
trascinatore, Napoleone Bonaparte, ed il suo ricordo.
La battaglia di Sedan avrebbe visto anche il definitivo affermarsi dello
Stato Maggiore dell’Esercito Prussiano.
La carica del Generale Margueritte, José Cusachs, 1870
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