Page 222 - Rassegna 2019-2
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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



                  Due regioni che da quel momento sarebbero state contrassegnate sulle
             cartine geografiche delle scuole francesi con il colore nero del lutto. Proprio
             quest’umiliazione  collettiva  fu  alla  base  del  Revanscismo  che  fu  l’anima  del
             nazionalismo francese e che Leon Gambetta descrisse con la frase “Pensiamoci
             sempre, non parliamone mai!”.
                  Sedan rappresentò anche la fine della storia delle Nazioni restaurate dal
             Congresso di Vienna e l’inizio dei grandi nazionalismi. Quello tedesco, diretta-
             mente contrapposto a quello francese, fu alimentato dalla tradizione militarista
             prussiana e dal senso di superiorità e predestinazione del popolo tedesco rispet-
             to agli altri popoli d’Europa.
                  I  nazionalismi  avrebbero  portato  in  pochi  anni  ai  due  grandi  conflitti
             mondiali che hanno cambiato la storia d’Europa e del mondo per sempre.

             Lezioni apprese
                  La carica del Generale Margueritte, ultimo disperato tentativo francese di
             rompere l’accerchiamento prussiano, segnò in un attimo non solo la fine della
             cavalleria pesante e l’importanza dell’artiglieria sul campo di battaglia, ma anche
             il tramonto del mito rivoluzionario francese che fu vivo fin quando lo fu il suo
             trascinatore, Napoleone Bonaparte, ed il suo ricordo.
                  La  battaglia  di  Sedan  avrebbe  visto  anche  il  definitivo  affermarsi  dello
             Stato Maggiore dell’Esercito Prussiano.





























                           La carica del Generale Margueritte, José Cusachs, 1870
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