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ATTUALITÀ E INFORMAZIONI




               Le medesime ragioni hanno ispirato la diffidenza russa verso le cosiddette
          “primavere arabe”, improvvidamente appoggiate da molti paesi occidentali. Gli
          sviluppi in Libia ed Egitto sono noti, ma conviene sottolineare lo stretto legame
          che si è instaurato tra Mosca e Il Cairo, unite, oltre che da un ricco programma
          di cooperazione economica e strategica, nell’appoggio al governo di Tobruk e
          al generale Khalifa Haftar, giudicato, non senza fondamento, l’unico in grado di
          riportare stabilità in Libia ed evitare derive islamiste. Si tratta di due aspetti della
          massima importanza per l’Italia che, dopo il rovesciamento di Gheddafi, ha
          dovuto fronteggiare la crisi migratoria e il rischio di vedere installato un regime
          terroristico sulle coste davanti alla Sicilia. Ma sul tema migrazione (rectius, inte-
          grazione) la Russia è un interlocutore non solo alla luce dell’attualità geopolitica,
          ma anche per la sua peculiare storia etnografica e sociale. Va ricordato che la
          Federazione Russa è uno stato multinazionale, ove convivono oltre centono-
          vanta gruppi etnici, accanto al russo - unica lingua ufficiale per l’intero territorio
          - hanno status ufficiale nei diversi soggetti federali cinquantadue lingue di diver-
          sissima origine, dal tartaro al finnico, dall’ossetino all’udmurto, dall’adigheo al
          cabardino-čerkesso .
                            (1)
               Anche sul piano religioso il quadro è assai diversificato e vede la conviven-
          za di una grande maggioranza cristiana, prevalentemente ortodossa, con una
          cospicua minoranza islamica (circa venti milioni di persone, sebbene siano per
          lo più fortemente secolarizzati), una diffusa e influente diaspora ebraica, bud-
          disti  e  svariati  culti  animisti.  Rispetto  ai  tradizionalmente  omogenei  Stati
          dell’Europa occidentale, la Russia si è sviluppata fin da tempi antichissimi come
          realtà multinazionale, dando vita ad una specifica civiltà eurasiatica e lo studio
          del suo caso sarebbe utile, mutatis mutandis, ai governi dell’UE più alle prese con
          i problemi migratori .
                             (2)
               Tra Roma e Mosca esiste un rapporto particolare dal XVII secolo, con un
          feeling sostanzialmente inalterato persino dopo la Rivoluzione d’Ottobre, duran-
          te il fascismo e poi la Guerra Fredda .
                                             (3)
               Tuttavia proprio oggi, quando un dialogo approfondito con il Cremlino


          (1)  Sull’articolata  etnografia  russa  si  veda,  tra  gli  altri,  T.  M. MASTJUGINA,  L.  S.  PEREPELKIN,
               Etnologija: narody Rossii: istorija i sovremennoe položenie, Obščestvo “Znanie” Rossii, Moskva, 1997.
          (2)  Quanto alle specificità di una civiltà eurasiatica russa si veda A. GIANNOTTI, Fra Europa e
               Asia. La politica russa nello spazio post-sovietico, Giappichelli, Torino, 2016, pagg. 73 ss.
          (3)  Vi è un’ampia bibliografia sulle relazioni russo-italiane. In particolare sul periodo mussolinia-
               no e quello della Guerra Fredda; si vedano G. PETRACCHI, Da San Pietroburgo a Mosca. La diplo-
               mazia italiana in Russia (1861-1941), Bonacci Editore, Roma, 1993; E. DUNDOVICH, Bandiera
               rossa trionferà? L’Italia, la Rivoluzione di Ottobre e i rapporti con Mosca 1917-1927, FrancoAngeli,
               Milano, 2017 e A. SALACONE, La diplomazia del dialogo. Italia e URSS tra coesistenza e distensione
               (1958-1968), Viella, Roma, 2017.

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