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LIBRI
Mussolini, praticamente provocavano tensione e sfi- zione basata sull’ignoranza”
ministro. Cavagnari nutriva ducia tra Roma e Londra, delle questioni militari. Le
estrema fiducia nel Duce, quando la politica italiana riviste navali furono consi-
della cui lungimiranza era delle corazzate era diretta derate all’estero per quello
convinto, anche se il diario contro Parigi in vista di una che erano: spettacolo puro.
di Ciano dimostra che non grande battaglia che non Non a questo avevano
era ricambiato così a ebbe mai luogo. E la flotta, mirato i sogni della Marina
fondo, dal momento che il preparata per affrontare un quando aveva sperato di
Duce immaginò già il 27 avversario, dovette poi promuovere un grande
ottobre 1939 di sostituirlo combatterne un altro, pro- avvenire alla patria, appli-
con Riccardi. prio quello che in Italia si cando alla storia del Paese
Cavagnari comunque non era sempre rifiutato come parametri di grandezza.
riuscì come Sirianni a nemico al punto di condi- L’Autore conclude che
difendere la Marina dall’in- zionare per questo vitali “parlare di una Marina
vadenza politica, e non riu- trattati internazionali e che fascista sarebbe eccessivo,
scì ad opporsi quando il invano si era cercato di in quanto potrebbe far
dittatore orientò la politica coinvolgere in alleanze pensare che il regime abbia
navale verso un indirizzo navali. Ma con la proclama- effettivamente e completa-
quantitativo piuttosto che zione dell’Impero un peri- mente fascistizzato l’istitu-
verso quello qualitativo coloso senso di sicurezza e zione e i suoi uomini. È
auspicato dalla dirigenza di fiducia nel proprio istin- certo però che Mussolini…
della flotta. Probabilmente to si instaurò nel Duce. influenzò in maniera deci-
gli ammiragli pensavano al Forse credeva che l’ipoteca siva la politica militare”,
loro mestiere soltanto, di Roma sul mare nostrum spingendo anche i dirigenti
mentre Mussolini voleva dipendesse dalla tenacia e della flotta a immaginare
procurarsi anche uno stru- dalla volontà, non dalla prospettive disancorate
mento di pressione politica mancanza dopo Cartagine dalle dimensioni e dalle
e propagandistica. Gli uni e di concorrenti adeguati. possibilità reali del Paese.
l’altro, però, non avevano Con leggerezza sopravalu- Lo dimostrò amaramente
previsto che nella seconda tò l’Aeronautica fino a la guerra. In relazione alla
metà degli anni Trenta l’in- immaginarla vincente con- quale, peraltro, preme sot-
dustria italiana entrasse in tro Francia e Gran tolineare con l’Autore
uno stato di generale arre- Bretagna riunite. Non capì quanto siano fuori discus-
tratezza, mentre le spese che la crisi industriale e tec- sione il valore e il coraggio
per le costruzioni finivano nologica nazionale provo- della Marina, se mai troppe
per comprimere anche cava rallentamenti alle volte disperati; e il senso
quelle destinate all’adde- costruzioni e all’accesso ai del dovere degli ufficiali e
stramento, e questo in una nuovi ritrovati, come radar dei marinai cui fu addossa-
Marina che aveva una per- e sonar, rimasti in Italia allo to improvvisamente l’im-
centuale di ufficiali inferio- stato sperimentale. È nel pegno bellico più pesante -
re alle altre, impreparata al giusto John Gooch quando il traffico per l’Africa -
combattimento notturno e scrive che il Paese sarebbe prima esplicitamente esclu-
priva di una cooperazione stato guidato nel conflitto so dagli strateghi del Duce.
aeronavale adeguata. dall’esperienza di un solda-
Le decisioni mussoliniane, to di un’altra guerra e da Professore
intanto, a causa dell’Etiopia “una decisa autoafferma- Mariano Gabriele
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