Page 280 - Rassegna 2017-2
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OSSERVATORIODIDIRITTOINTERNAZIONALEEDIRITTODELL’UNIONEEUROPEA
ai ricorsi proposti dall’Ungheria e dalla Repubblica slovacca; facendo espressa-
mente riserva di trattazione specifica per le altre cause ancora pendenti .
(2)
Due avvenimenti degni di nota si sono maturati proprio in coincidenza
con la preparazione dell’articolo per la pubblicazione di questo secondo nume-
ro della Rassegna.
Il primo riguarda la pubblicazione, il 20 giugno 2017, delle conclusioni
dell’Avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea, Eleanor
Sharpston, nella causa C-670/16, nelle quali l’Avvocato generale ha espressa-
mente condiviso le considerazioni svolte dal Governo della Repubblica Italiana
in merito alla nozione di ingresso illegale nelle cause C-490/16 e C-646/16.
Il secondo riguarda il documento conclusivo del Consiglio europeo del
22-23 giugno 2017, nel quale con chiarezza è espresso il concetto che i flussi
migratori nel Mediterraneo centrale, in particolare dalla Libia, non sono più
un’emergenza, ma una “sfida permanente”, un grave problema cronico e che,
soprattutto, investe tutti i Paesi membri dell’Unione europea e, quindi, non solo
i Paesi in prima fila, innanzitutto, l’Italia. È emersa la novità positiva della “coo-
perazione nei salvataggi” e della ricerca di regole comuni della UE sia che si
tratti della rotta balcanica, sia che si tratti della rotta dalla Libia.
Il Commissario europeo per i migranti, Dimitris Avramopoulos, ha dichia-
rato che la Commissione europea riconosce all’Italia la grande sensibilità dimo-
strata nell’affrontare il flusso migratorio nel Mediterraneo. Soprattutto nei
momenti di grande pressione, quando c’era chi in Europa la accusava ingiusta-
mente di non essere in grado di difendere le frontiere esterne dell’Unione, sot-
tolineando che la Commissione europea sostiene l’Italia e “le è vicina nella
costruzione di un’infrastruttura in grado di gestire il fenomeno”.
Sembra, invece, non avanzare in modo significativo la procedura per la
riforma del diritto d’asilo, sulla quale si sta impegnando fortemente il nostro
Paese, la “riforma di Dublino”, che non vedrà la luce neanche alla fine dell’anno
in corso, come sembrava possibile ipotizzare durante il semestre di presidenza
maltese, ma probabilmente slitterà al 2018.
Anche per questo motivo le conclusioni dell’Avvocato generale Sherpston
assumono particolare rilievo.
(2) - Ibidem, pag. 144.
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