Page 131 - Rassegna 2-2016
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CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

      Geografia politica, geografia delle risorse naturali, geografia delle religioni,
geografia demografica, geografia antropologica. Ma anche la classica geografia
dei fiumi e dei monti, indispensabile per lo studio delle rotte criminali o dei
conflitti armati e dei traffici conseguenti. O anche per comprendere il caso sin-
tomatico, ed estremo, di uno Stato fantasma come la Transnistria(19).

      L’ultimo elemento concettuale introdotto è stato quello della miscela, che
richiama la nozione già vista della combinazione chimica: il quale obbliga allo
studio attento delle componenti storiche e contingenti dei fenomeni criminali e
riconosce al tempo stesso un ruolo alla casualità delle loro infinite combinazio-
ni possibili. E che però, ecco la questione teoricamente rilevante, pur apprez-
zando weberianamente l’importanza del caso, non esclude affatto la presenza di
progetti e strategie soggettive, sostenendo la riconoscibilità - all’interno delle
miscele apparecchiate dalla storia- di un principio attivo in grado di orientarne
le funzioni e, gradualmente, la stessa composizione.

      In tal senso il corso ha anche cercato di indagare e valorizzare il ruolo con-
giunto di storia e geografia rivisitando le radici di alcune fenomenologie crimi-
nali rilevanti del XX e del XXI secolo. E mettendo dunque la lente di ingrandi-
mento anche sugli effetti, vasti e profondi, del colonialismo. Perché, anche se
normalmente non ci si riflette, tra le eredità del colonialismo sono state e anco-
ra stanno anche alcune questioni e minacce criminali. Si pensi alla catena di con-
seguenze, sulla Cina e sui protettorati coloniali antistanti, della guerra dell’oppio
di metà ottocento(20). Si pensi alla guerra per il traffico di diamanti in Angola
nella fase della transizione post-coloniale(21).

      Ma, a proposito dell’Africa, si pensi a come la spartizione coloniale
(Schema 11) abbia proceduto visibilmente “con il righello”, dividendo ciò che
poteva restare unito e tenendo unito ciò che avrebbe rivendicato proprie distin-
te identità etniche e religiose, con il conseguente scoppio di conflitti, puntual-
mente generatori di gruppi criminali stabili o provvisori.

(19) - Carmine Madeo, Il network criminale. Il ruolo della Transnistria, Facoltà di Scienze Politiche,
       Economiche e Sociali, Università degli Studi di Milano, 2014, tesi di laurea.

(20) - Diversi spunti in materia si trovano in Federico Varese, Mafie in movimento, op. cit., cap. VI.
(21) - Bulygina Ekaterina, Angolan Illicit Diamond Traffic in the Years of Civil War and

       Afterwards, Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali, Università degli Studi di
       Milano, 2016, tesi di laurea.

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