Page 163 - Quaderno 4-2016
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facendo un lavoro di educazione popolare che prevenga e contrasti in tutti i campi la
svalorizzazione del genere femminile e la tolleranza sociale che ancora permane nei
confronti della violenza contro le donne.
Le operatrici hanno riscontrato inoltre che soprattutto nelle coppie miste si ha una
maggiore sudditanza della donna nei confronti dell’uomo e possono costituire un terreno
fertile per l’instaurarsi di un rapporto violento tra uomo e donna.
Questo processo si sviluppa piano, in maniera subdola, la donna non si sente più
libera di esprimere la propria personalità, essa viene denigrata dal proprio partner
portandola ad uno stato di isolamento assoluto.
Culture diverse possono convivere tra loro soltanto “contaminandosi” valorizzando
le differenze, ognuno deve poter esprimere le proprie peculiarità in maniera che il
conflitto non scaturisca in violenza.
Il conflitto a differenza della violenza è costruttivo, costituisce un momento di
crescita per entrambi le parti e è finalizzato al raggiungimento di un accordo comune,
nella violenza invece c’è sempre l’imposizione del volere del maltrattante sul volere della
donna.
Le donne italiane rispetto alle straniere hanno una rete informale di sostegno più
forte, talvolta però è la rete stessa che può ostacolare il percorso di uscita dalla violenza,
spesso sono i familiari stessi della donne a convincere la figlia di dover sopportare il
partner per il semplice motivo di essere donna.
Un donna vittima di violenza necessita di un aiuto multidimensionale, è necessario
fare sistema intorno alla donna, la presa in carico deve essere flessibile e non rigida il
processo d’aiuto deve rispondere ai bisogni particolari della donna che cambiano da
persona a persona perché i bisogni sono individuali, di conseguenza non è possibile
elaborare dei modelli di risposta “preconfezionati” pronti all’uso da utilizzare
all’occorrenza.
Ogni donna ha il proprio vissuto che la rende unica per questo ha bisogno di un
percorso personalizzato di uscita dalla violenza.
Questo consente di avere dei modelli di riferimento dentro i quali inserire le vittime
di violenza in base alle loro caratteristiche, tenendo sempre conto delle relative peculiarità
del caso, che possono facilitare una decifrazione dei bisogni più mirata, e cercare di
precostruire degli interventi specifici da applicare in base ai bisogni richiesti.
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