Page 107 - Quaderno 4-2016
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CAPITOLO III
                             IL RICONOSCIMENTO GIURIDICO

III.1.La violenza alle donne: tra la mancata attuazione della Convenzione di
      Istanbul e la necessità di una risposta multi agenziale

      L’errore di fondo in cui incorre il legislatore è quello di trattare il grave
fenomeno della violenza sulle donne alla stessa stregua di una questione di ordine
pubblico e, dunque, da affrontare esclusivamente con lo strumento penale.

      Al contrario, non è attraverso ‘guerre di religione’ ancorate a slogan dal ‘pugno
duro’ che lo Stato può rivendicare una propria legittimazione, ma, viceversa, facendosi
carico di una razionale politica criminale che richiede, accanto alla repressione di condotte
connotate da dannosità sociale, anche la soluzione delle, seppur non facili, questioni di
politica sociale229. Le politiche di sicurezza includono anche politiche di prevenzione e
repressione della criminalità “ma non si esauriscono in queste. Assumere poi il bene
della sicurezza come ‘bene pubblico’ significa operare per la tutela dei diritti di tutti. La
sicurezza non è pertanto un ‘nuovo’ diritto, ma lo stato di benessere che consegue alla
tutela dei diritti di tutti230”.

      E, allora, prima ancora che di diritto penale a noi pare sia un problema di natura
socio-culturale e, per questo, richieda un approccio meno emergenziale ma di tipo
strutturale. Una questione così complessa e articolata, ancorché risalente, deve interessare
l’intera collettività ai diversi livelli, partendo dalla scuola e dagli istituti professionali dove
si formano gli operatori sociali che poi verranno a contatto con questa realtà. La recente
risposta (d. l. n. 93/13) capovolge il problema ricorrendo alla mera sanzione penale senza
rimuovere le cause. Sotto questo profilo si tratta di una risposta dal respiro corto, perché
prende ad oggetto solo la violenza fisica, disinteressandosi di quelle forme di violenza
non meno infauste. Anzi in alcuni casi la brutalizzazione della mente o dell’animo può
lasciare segni e strascichi profondi e dolorosi come un livido. Eppure rispetto a queste

229 Più in generale, sul nesso tra questione securitaria e crisi del modello dello Stato sociale, cfr. PAVARINI,
   Degrado, paure e insicurezza nello spazio urbano, in CASS. PEN., 2009, 2, p. 805 ss.

230 PAVARINI, Paure urbane e nuovi dispositivi di sicurezza, in AA.VV., IL DIRITTO MUNICIPALE, a cura di R.
   ACQUAROLI, Macerata, 2009, p. 29.

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