Page 9 - Quaderno 2017-1
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3.3. L’esigenza di coordinamento tra tassazione attraverso le aziende e l’attività valutativa
      degli uffici............................................................................................................................ 69

3.4. Segue: la relatività degli accertamenti bancari e il ruolo invece fondamentale delle
      stime per ordine di grandezza........................................................................................... 72

3.5. Segue: l’utilità degli studi di settore nell’attività valutativa degli uffici, da coordinare
      assolutamente alla tassazione attraverso le aziende ....................................................... 76

3.6. Segue: l’importanza dell’intreccio degli studi di settore con il cosiddetto redditometro ai
      fini della determinazione della ricchezza non registrata................................................ 79

3.7. Segue: la necessità di una schedatura fiscale corroborata da un’indispensabile attività
      valutativa da parte degli uffici........................................................................................... 83

3.8. Il limite al contante, forse utile ai fini antiriciclaggio, inutile per le finalità
      antievasione e dannoso per chi è in regola ..................................................................... 85

3.9. Segue: una tassazione disincentivante sull’uso del contante in chiave realmente
      antievasiva ........................................................................................................................... 90

3.10. Segue: la natura di sanzione del prelievo sulle operazioni soprasoglia ............................. 93
3.11. Segue: l’importanza di un attento prelievo sul contante e della sua intersezione con

      ulteriori strumenti, ai fini della determinazione della ricchezza................................... 95
3.12. Il disallineamento tra riciclaggio ed evasione e necessità di un pacchetto di misure

      antievasive appropriate...................................................................................................... 97
3.13. Lo scandalo dei Panama Papers, tra autoriciclaggio, riciclaggio ed evasione fiscale.. 100
3.14. Segue: l’evasione fiscale portata avanti grazie ai Paradisi Fiscali e alle società offshore . 103
3.15. Segue: l’erronea convinzione che a Panama vi fossero soldi derivanti da evasione

      fiscale ................................................................................................................................. 109
3.16. Il continuo ricorso ai condoni come ulteriore risultato della confusione in tema di

      determinazione della ricchezza....................................................................................... 112
3.17. Segue: la voluntary disclosure, pur diversa dai precedenti condoni, comunque frutto del

      caos in materia fiscale ........................................................................................................ 115

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