Page 65 - Quaderno 2017-1
P. 65

CAPITOLO 2 – TENDENZE DI OPINIONE SULL’EVASIONE FISCALE E AUTORICICLAGGIO 53

totale, ma durano molto di più, e soprattutto non dissuadono i contribuenti dall’oc-
cultamento degli imponibili, spingendo anzi, se possibile, in questa direzione chi ne
ha la possibilità. I funzionari del Fisco si catapultano sulle grandi aziende invece di
cercare la ricchezza non registrata, avviando i controlli sui cd. grandi contribuenti,
che vivono di vita propria perché occorre dar loro un senso, facendo risultato di ser-
vizio. Solo raramente si può chiudere una verifica senza rilievi, ed è per questo che
crescono le solite forzate e capziose contestazioni interpretative, che poi si autoali-
mentano nelle successive fasi amministrative e contenziose, e magari anche penal-
tributarie. Quest’atteggiamento è poi contagioso, portando anche sui contribuenti
di dimensioni più piccole i controlli su questioni di diritto, che permettono di esporsi
di meno. L’unica valenza di queste inutili contestazioni riguarda il lavoro professio-
nale di assistenza e contenzioso, nonché di pareristica preventiva. Senza le assurde
drammatizzazioni sul Fisco, queste questioni di inquadramento giuridico si risolve-
rebbero infatti con pochi incontri, senza una defatigante e inutile - parcelle a parte
- attività professionale.

2.8. Segue: il mito della grande evasione e dell’evasore ladro, alimentato dalla
mancanza di comprensione dei meccanismi aziendali

Sicuramente alla determinazione dei tributi attraverso le aziende può accompa-
gnarsi una ricchezza non registrata, sempre attraverso l’azienda, a beneficio del re-
lativo titolare, oppure, per società quotate o di proprietà statale, di manager spre-
giudicati, ma si tratta, a onor del vero, di una situazione piuttosto rara, dal momento
che in genere l’interessato non ne ha bisogno, stando già ben al di sopra del livello
   60   61   62   63   64   65   66   67   68   69   70