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CAPITOLO 2 – TENDENZE DI OPINIONE SULL’EVASIONE FISCALE E AUTORICICLAGGIO 51

prende, e dall’altro fare appello all’insensatezza è difficile quando il discorso pro-
viene da un’istituzione amministrativa ed è apparentemente in tema, benché so-
stanzialmente senza filo conduttore. Il discorso fumoso e incomprensibile è del re-
sto, da sempre, uno strumento di esercizio del potere, che si sottrae a una critica nel
merito e disorienta l’interlocutore, mantenendo i margini per aggiustare il tiro suc-
cessivamente.

2.7. Segue: le contestazioni interpretative come palliativo all’incapacità valutativa
degli uffici tributari dove le aziende non arrivano

La mancanza di spiegazioni d’insieme sulla determinazione dei tributi porta la pub-
blica opinione a non comprendere l’evasione fiscale e, in mancanza di meglio, a uti-
lizzare d’istinto le semplicistiche caratteristiche dell’onestà e della disonestà. La
lotta all’evasione assume le forme e i contorni di una lotta ai disonesti, aprendo una
lacerante contrapposizione tra chi è tassato attraverso le aziende e, in parole po-
vere, il popolo delle partite IVA11. È senza dubbio vero che quest’ultimo tende a eva-
dere più dei dipendenti, ma dobbiamo anche considerare che molto, in proporzione,
viene comunque dichiarato rispetto al controllo colabrodo svolto dagli uffici tribu-
tari, portato anch’esso ad apparire meramente simbolico proprio dalla confusione
sociale suddetta. Siccome milioni di lavoratori indipendenti sarebbero troppi come
capri espiatori, il mito mediatico del grande evasore si scarica sulle aziende come

11 Divario alimentato peraltro dalle medesime inconcludenti misure di tax compliance, sul tema ad es. Giuseppe
Bottero, Fisco, la bacchettata della Corte dei Conti: “Divario eccessivo tra dipendenti ed autonomi, norme con-
traddittorie sulla lotta all’evasione”, <<la Stampa>>, 2 dicembre 2014.
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