Page 42 - Notiziario 2018-6
P. 42

PAGINE DI STORIA














                     Negli anni ‘40                                 essere vicini alla popolazione civile.
                                                                    Anche il Maresciallo Pierantozzi si trovò di fronte a
                                                                    questa difficile scelta. Egli decise di non abbandonare
                   lo scoppio della                                 i suoi concittadini e di rimanere al suo posto. Uomo

                                                                    onesto  e  generoso,  carabiniere  fedele  agli  ideali  di
                    guerra al fianco                                giustizia e di tolleranza, si trovò costretto a operare
                                                                    sotto la temibile sorveglianza nazifascista. Il sottufficiale
                                                                    però non si perse d’animo, convinto che la salvaguardia
               di un alleato feroce                                 della sua comunità venisse prima di tutto e a qualunque

                                                                    costo.  Continuò  quindi  a  svolgere  le  sue  mansioni
                 e innaturale per la                                riuscendo anche a mantenere una discreta autonomia.
                                                                    Il  ruolo  di  comandante  di  Stazione  gli  attribuiva
               storia italiana turbò                                varie  incombenze:  era  membro  della  commissione
                                                                    per le liste di leva e di quella per i soccorsi ai militari
                                                                    alle armi. Tali incarichi gli consentivano di conoscere
                   anche la piccola                                 i timori dei giovani in età di leva e le problematiche
                                                                    di tutte le famiglie del posto. Sempre in virtù delle
                         e tranquilla                               sue funzioni manteneva contatti diretti con le principali
                                                                    istituzioni politiche e amministrative contribuendo,
                                                                    grazie alla sua indole e al suo carisma, a mantenere
                           comunità                                 un equilibrio sociale tale da evitare che ai danni della
                                                                    sua cittadinanza potessero essere commesse violenze
                      di Calenzano                                  o rappresaglie. Il Pierantozzi non si tirava mai indietro
                                                                    e  ogni  qualvolta  era  chiamato  in  causa  lo  faceva
                                                                    sempre con assoluta dedizione, anche a rischio della
                                                                    propria incolumità. Mai si risparmiò per proteggere
            anche la piccola e tranquilla comunità di Calenzano.    o salvare dalle grinfie nazifascista qualche renitente
            Situazione che paradossalmente si aggravò con l’ar-     alla leva o qualche ingenuo anziano dagli arresti. Tra
            mistizio dell’8 settembre perché, se al Sud gli alleati  le  tante  testimonianze  raccolte,  quella  di  Silvano
            avanzavano liberando il territorio nazionale, al Centro  Franchi,  renitente  alla  leva,  recita:  “il  27  luglio  del
            e  al  Nord  della  penisola  l’occupazione  tedesca  e  la  1943 mi arrestarono[...] Non ero ancora partigiano ma
            proclamazione  della  sedicente  Repubblica  Sociale    gli eventi e le ingiustizie mi fecero maturare la mia co-
            resero  le  cose  molto  più  complicate.  Alla  fine  del  scienza politica. Così dopo tre mesi alle Murate tornai a
            1943,  come  tutti  i  reparti  dell’Arma  dislocati  in  Calenzano e non risposi alla chiamata alla leva perché
            Toscana,  anche  i  Carabinieri  di  Calenzano  furono  non avevo intenzione di andare con i fascisti. Mio padre
            assorbiti dalla Guardia Nazionale Repubblicana. Molti   mi aveva segato le grate di una finestrina per favorire la
            militari si diedero alla macchia, tanti altri, per evitare  fuga se mi fossero venuti a cercare. Seppure il maresciallo
            di essere deportati, passati per le armi o per tutelare  Pierantozzi […] sapesse  che  ero  a  casa  renitente  alla
            le loro famiglie da minacce e ritorsioni, decisero di   leva non venne mai a cercare nessuno”. Ma l’attività a
            rimanere al proprio posto ma con il chiaro scopo di     protezione della sua comunità non si esaurì solo con



            42 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III
   37   38   39   40   41   42   43   44   45   46   47