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PAGINE DI STORIA
ditore Omar Samantar che cercava di raggiungere Gig-
giga. Il Capitano Lucchetti riuscì a raggiungerla e a
disperderla.
Il 6 maggio la Colonna giunse, occupandola, a Giggiga
dove i legionari della Coorte Forestale appresero la
notizia della conquista di Addis Abeba. Finita la guerra,
la Coorte forestale si imbarcò per Napoli il 18 giugno
1936. La mattina del 4 luglio, la Coorte rientrò a Cit-
taducale fra commoventi accoglienze e, schieratasi nel
cortile interno della caserma della Scuola da cui era
uscita otto mesi prima, fece l’appello dei suoi caduti.
Ancora oggi, nella lapide posta nell’atrio San Giovanni
Gualberto della Scuola vi sono i nomi dei valorosi
militi forestali che immolarono la loro vita per la Patria
in Africa Orientale. Furono nove i caduti, sessantaquattro
i feriti e i minorati. Vi furono un decorato di Medaglia
BATTAGLIA DI GUNU GADU, OLIO SU TELA, CLETO LUZZI d’Oro, tre decorati di Medaglia d’Argento, dieci di
MUSEO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI Medaglia di Bronzo e trenta di Croce di Guerra, tutti
al Valor Militare.
infine Bullale e, superando ogni ostacolo, marciò su A memoria di quelle giornate che videro lottare
Dagabur. Il Gagliardetto della Coorte Forestale venne affiancati Forestali e Carabinieri resta ancora oggi
issato sulla chiesa copta della cittadina. Scrisse il esposto nelle sale del Museo Storico dell’Arma un
generale Agostini nel suo diario: “La colonna si mosse particolare dipinto commemorativo. Commissionato
con una marcia di oltre mille km da Malca Murri all’Alto dalla Milizia forestale all’artista Cleto Luzzi nel 1938.
Ogaden, per raggiungere Uarder dove mille Carabinieri, In esso si intese rievocare la violenza di quegli scontri
con reparti del Genio con due batterie di artiglieria e con attraverso la raffigurazione di un milite forestale nell’atto
oltre tremila Dubat vennero a far parte della II Colonna a di lanciare una granata contro le caverne dei nemici
cui S.E. Graziani aveva assegnato il compito di raggiungere mentre due Carabinieri e un dubat con il moschetto si
Curati, Gunu Gadu, Bullale e Dagabur. Le truppe rag- apprestano ad intervenire al suo fianco (vedi Notiziario
giunsero Gunu Gadu caposaldo del sistema difensivo Storico N. 5 Anno II, pag. 82).
dell’Harrarino, approntato da Wehib Pascià e da Nasibù. I Una pagina di storia, ancor oggi ricordata dal Sacrario
Carabinieri furono di un eroismo leggendario. Con luminoso della Scuola Forestale di Cittaducale, testimone di
sacrificio il capitano Bonsignore ed il Carabiniere Cimmarusti quello spirito di abnegazione, di sacrificio e di solidarietà
consegnarono alla gloria i loro nomi. Due giorni durò la che unì Carabinieri e Forestali nonostante le diversità
battaglia ma i nostri annientarono il nemico. Dopo la bat- di cultura e di tradizioni, e che sono oggi saldi più che
taglia di Gunu Gadu si aprì ovunque il varco occupando il mai, dopo la confluenza del Corpo Forestale nell’Arma
campo di Bullale e entrò vittoriosa in Dagabur”. dei Carabinieri, nei valori della Patria e nei principi
Successivamente, il Generale Agostini affidò al capitano della Costituzione Repubblicana.
dei CC.RR. Lucchetti una Colonna mista di forestali
e dubat e ordinò di inseguire la Banda del somalo tra- Umberto D’Autilia e Silvia Moronti
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