Page 40 - Forestale N. 84 gennaio - febbraio 2015
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trafficati lungo rotte che viaggiano dall’Africa per flora (ad esempio coralli, rettili, pangolini, piante
quanto riguarda l’avorio e il corno di rinoceronte e animali usati per scopi farmacologici) e prodot-
e dallo stesso continente asiatico per le ossa e ti (ad esempio legno, carbone di legna e carne di
parti di tigre. selvaggina).
Le regioni di origine di queste specie sono carat- Il traffico di specie selvatiche infine ha un costo
terizzate da elevata indigenza delle popolazioni, anche in termini di vite umane: negli ultimi dieci
una governance debole e una instabilità determi- anni nel corso delle operazioni antibracconaggio
nata da innumerevoli situazioni di crisi, inoltre la si stima che siano stati uccisi circa 1.000 tra ran-
situazione è aggravata da lacune nell’applicazione gers e guardie forestali.
delle normative e da sanzioni non abbastanza ele- L’Unione Europea risulta contemporanemente
vate per fungere da deterrente. un importante mercato di destinazione dei pro-
Il traffico di specie selvatiche costituisce una dotti di specie selvatiche di origine illegale
grave minaccia per la biodiversità e lo sviluppo (provengono dal Sudamerica pappagalli, cactacee
sostenibile. Il bracconaggio di elefanti e rinoce- e legname e dall’Africa legname) e luogo di trans-
ronti di recente ha raggiunto un picco storico che ito dei commerci illegali tra Africa e Asia. Ogni
sta compromettendo il ripopolamento registrato anno nell’UE si effettuano circa 2.500 sequestri
negli ultimi tre decenni. Tuttavia il traffico di spe- di prodotti di specie selvatiche. Secondo Europol
cie selvatiche colpisce molte più specie di fauna e il fenomeno dei gruppi della criminalità organiz-
zata nel traffico di specie selvatiche nell’UE è in
crescita, sostenuto dalla prospettiva di elevati
guadagni a fronte di un rischio contenuto di esse-
re individuati e di sanzioni limitate. Risulta,
pertanto, pressante la necessità di rinforzare gli
strumenti di lotta a questa tipologia di crimine
ambientale, come la Convenzione sul commercio
internazionale di specie di flora e fauna selvatiche
minacciate di estinzione (CITES), che mira a
garantire che il commercio internazionale di circa
35.000 specie protette di fauna e flora non com-
porti pericoli per la loro sopravvivenza. Per
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