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ne delle popolazioni di ungulati selvatici in un re ispirazione nella ragione e nella conoscenza,
tipico ambiente dell’Appennino centro-setten- che suggerisce nei confronti dei grandi carni-
trionale. Un aspetto che merita attenzione è il vori prudenza e rispetto.
confronto tra l’impatto esercitato dal branco di Nella notte dei tempi, prima nel vicino
lupi e quello dell’attività venatoria sulla popola- Oriente, poi in altre parti dell’Eurasia, una
zione di cinghiali. In particolare quest’ultima è parte dei lupi è diventata “il miglior amico del-
risultata circa nove volte superiore a quello del l’uomo”, un’altra è rimasta libera e selvaggia a
predatore naturale. ricordarci, in fondo, le nostre comuni origini.
Questa parte libera e selvaggia ha diritto di
È pericoloso? dimora, come l’hanno gli uccelli del cielo, i
Casi di attacco si sono verificati in ambienti pesci del mare. L’impegno è pensare al territo-
molto modificati, in assenza di prede naturali e rio che sta dopo le case, al di là delle fabbriche
con bambini lasciati incustoditi perché magari e dei campi coltivati, oltre le strade e le ferro-
impiegati come pastorelli, come ad esempio in vie, come al luogo dove i selvatici trovino il
Italia fino al 1700 e in casi sporadici nel 1800. giusto spazio nel quale vivere e praticare anco-
D’altra parte si sono verificati moltissimi casi ra e sempre le lotte, gli amori, la ricerca del
di lupi attaccati o inseguiti fin dentro alle tane, cibo, l’accudimento della prole.
che non hanno reagito se non con la fuga. In Molti filtri culturali hanno distorto la nostra
letteratura ci sono molti racconti di pastori che visione del lupo, talvolta facendolo sentire
hanno difeso il gregge dai lupi a suon di basto- simile a noi, più spesso facendoci pensare a lui
nate, senza per questo esserne aggrediti o come al peggiore dei mali.
morsi. Ma come sono davvero i lupi?
Noi, come tutti gli esseri viventi, siamo figli di La ricerca scientifica e le tecnologie sofisticate
una lunga storia evolutiva, che certamente pre- ci hanno raccontato molto di loro, abbastanza
vede la paura dei carnivori, a lungo nostri per provare curiosità rispettosa, ammirazione,
nemici e competitori. Su questa paura si sono ma anche apprensione, quando si avvicinano
innestate nei secoli scorsi leggende, dicerie e troppo ai luoghi del nostro vivere, ai recinti dei
favole quasi sempre tendenti a dipingere il nostri allevamenti.
nostro predatore come un concentrato di mal- Individuare la giusta distanza tra noi e il lupo è
vagità. Ma ora il Medioevo è lontano e le complesso: si tratta di essere curiosi e rispettosi,
nostre azioni e i nostri pensieri devono trova- aggiustando con attenzione i comportamenti.
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