Page 48 - Forestale N. 71 novembre - dicembre 2012
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NOI E L’AMBIENTE
Batterie al mercurio
Un solo grammo di mercurio può inquinare
1.000 litri di acqua. E di mercurio, le normali pile
utilizzate nei nostri piccoli elettromestici, non
solo possono averne al proprio interno ma, a
questo, si aggiungono spesso altri metalli
pesanti altamente inquinanti come il famigerato
piombo, il cadmio o il manganese.
Una singola batteria ne contiene in realtà una
minima quantità ma se queste vengono accu-
mulate in grandi numeri tra i rifuti smaltiti in
discarica, possono avere un effetto inquinante
considerevole.
L'Unione europea ha da qualche hanno imposto
che le batterie commercializzate all'interno
dell'UE abbiano un contenuto di mercurio infe-
riore allo 0,0005% e un contenuto di cadmio
inferiore, in peso, allo 0,002%, ma da solo, que-
sto provvedimento non può bastare.
Nell'attesa che la tecnologia riesca a mettere a
punto una pila non inquinante (qualche anno fa
un colosso giapponese del settore ha brevettato
una pila senza mercurio all'ossido di argento)
ognuno di noi può contribuire a ridurre sensibil-
mente l'impatto negativo sull'ambiente di questi
dispositivi di uso quotidiano cercando di mette-
re in atto due accorgimenti basilari. Il primo
consiste nel non gettare assolutamente le pile
scariche nel bidone della spazzatura ma nel rac-
coglierle e consegnarle a qualunque rivenditore
di pile che per legge è obbligato a riceverle per
avviarle poi al trattamento specifico. Trattamento che,una volta, consisteva semplicemente nel
rendere inerti questi rifiuti inglo-
bandoli in blocchetti di cemento
ma che, oggigiorno, si sta indiriz-
zando fortemente verso il recupero
dei singoli metalli che costituiscono
la pila. Il secondo accorgimento
riguarda il ricorso alle pile ricarica-
bili. Ogni anno in Italia vengono
vendute circa 160.000 tonnellate di
pile. Se consideriamo che una pila
stilo ricaricabile può essere utiliz-
zata centinaia di volte è chiaro
come la quantità di questa partico-
lare categoria di rifiuto, si abbassi
notevolmente. Il principio di soste-
nibilità è sempre quello di preferire
il riutilizzo al prodotto "usa e
getta".
Gordon Cavalloni
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