Page 47 - Forestale N. 71 novembre - dicembre 2012
P. 47

Il Forestale n. 71  21-11-2012  9:40  Pagina 50




                 L’ERBAVOGLIO




                 Tarassaco o Dente di leone                 leggermente lassative, oltre a contenere molti sali mine-
                 Taraxacum officinale W.  fam. Asteraceae   rali e vitamine A,B,C. Stimolare la secrezione della bile
                                                            mantenendo attivo il fegato, questa proprietà gli era rico-
                                                            nosciuta già a partire dal  Medioevo quando, secondo la
                                                            teoria delle segnature, avendo il fiore giallo come la bile
                                                            lo si iniziò ad usare come curativo del fegato.
                                                            Nella tradizione contadina il tarassaco è conosciuto
                                                            anche come “piscialetto”, richiamandone le proprietà
                                                            diuretiche dovute al contenuto di flavonoidi e di sali di
                                                            potassio, che stimolano la diuresi favorendo l'eliminazio-
                                                            ne dei liquidi in eccesso. Si utilizzano tutte le parti della
                                                            pianta: radici, foglie e fiori.
                                                            La radice va raccolta in settembre-ottobre o comunque
                                                            prima della fioritura primaverile;  una volta dissotterrata
                                                            e ripulita da impurità e radichette, va essiccata al sole e
                                                            conservata in sacchetti di carta o tela. Le foglie vanno
                                                            invece raccolte in primavera e si possono usare fresche
                                                            oppure essiccate, per seccarle è bene disporle  in un
                                                            unico strato all'ombra e poi conservarle in sacchetti di
                                                            carta. Il tarassaco è una delle cicorie selvatiche di più
                                                            comune utilizzo, ed è abitudine diffusa consumarlo les-
                                                            sato, ma anche i fiori trovano molteplici impieghi: i petali
                                                            possono contribuire a dare sapore e colore ad insalate
                 Comunissimo ovunque, negli incolti, ai bordi delle stra-  miste, i boccioli sono apprezzabili se preparati sott'olio,
                 de, nei giardini e nei campi coltivati, dal piano fino ai  oppure i fiori interi  si possono preparare in pastella e
                 2.000 metri di altitudine, su tutto il territorio nazionale, il  quindi friggere.
                 tarassaco è una delle erbe spontanee più note ed usate               Bianca Maria Landi
                 in fitoterapia ed in cucina.
                 Il nome sembra derivare dall'arabo tarakhchagon, che a
                 sua volta rimanderebbe al persiano  talkh chakok  “erba  Focaccia al tarassaco
                 amara”.
                 È una pianta erbacea e perenne, di altezza compresa tra  Ingredienti:
                 i 3 ed i 10 cm ed oltre; presenta una grossa radice a fit-  Impasto per focacce
                 tone, da cui si sviluppa a livello del suolo una rosetta di  - 100 gr. di petali e foglie di tarassaco,
                 foglie basali lunghe e lanceolate, con margini frastaglia-  - 10 gr. di pinoli, un pugno di uva passa,
                 ti, donde il nome dente di leone.             - 1 cucchiaino di maggiorana fresca tritata,
                 Il fusto fiorale è vuoto, di colore bruno e se spezzato  - olio extravergine di oliva,
                 emette un lattice amaro.                      - sale.
                 La tipica infiorescenza a capolino, di un bel giallo vivace,
                 è diffusissima in campi e incolti da febbraio ad ottobre;  Lavare bene le foglie e i petali di tarassaco, asciugare
                 al termine della fioritura, le brattee che circondano il  e tritare. Fare stufare in un tegame con poco olio per
                 fiore si trasformano in un globo piumoso di semi provvi-  circa 5 minuti. Unire l’uva passa fatta rinvenire in
                 sti dei caratteristici “pappi”: un ciuffo di peli  acqua tiepida, i pinoli, la maggiorana, aggiustare di
                 bianco-argentei che, agendo come una sorta di paraca-  sale. Dividere l’impasto per focacce in due parti, lavo-
                 dute, una volta che il seme si stacca dal capolino ne  rarle leggermente e stendere la più grande sul fondo
                 agevola la dispersione tramite il vento. È il cosiddetto  di una teglia da forno, foderata con carta da forno.
                 “soffione”, che ha spesso accompagnato i nostri giochi  Adagiarvi il ripieno e ricoprire con il secondo impasto,
                 d'infanzia all'aria aperta.                   chiudere i bordi pressando leggermente,ungere di olio
                 Il tarassaco presenta notevoli proprietà  che lo hanno  la superficie e bucherellarla con una forchetta, infor-
                 reso sempre molto utilizzato nella farmacopea popolare:  nare a 200° per circa 30 mnuti. Servire tiepida.
                 ha proprietà digestive, diuretiche, depurative, toniche,


                 50 - Il Forestale n. 71
   42   43   44   45   46   47   48   49   50   51   52