Page 49 - Forestale N. 67 marzo - aprile 2012
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UN GIORNO AL COMANDO STAZIONE



          Ad Ussita tra neve, camosci e aquile      via. Dato che nella notte ha nevicato troppo, gli accumu-
                                                    li di neve fresca “nel canalone” non consentono
                                                    nemmeno di utilizzare la motoslitta in dotazione. Non c’è
                                                    altro da fare, allora, che tirare giù gli sci dal Land Rover,
                                                    attaccare le pelli di foca ed andar su per la pista. C’è da
                                                    sudare e ci vuole più tempo, ma bisogna sbrigarsi, per-
                                                    ché l’ora di trasmissione dei dati deve essere sempre la
                                                    stessa e si potrebbe fare tardi. Il vantaggio degli impian-
                                                    ti chiusi, però, è che non bisogna fare servizio di
                                                    vigilanza sulle piste e si può finalmente andare a vedere
                                                    cosa succede nel resto del territorio di competenza del
                                                    Comando stazione. Nel bauletto del Land ci sono le pra-
                                                    tiche da controllare: tre comunicazioni per il taglio  di
                                                    boschi, due pratiche di ristrutturazioni edilizie, una
          È il tipico Comando stazione quello “storico” del Corpo  segnalazione per un accesso abusivo. Prima che finisca
          forestale dello Stato di montagna: una di quelle sedi nate  il turno, ci sono ancora due ore buone di servizio, perciò
          nel periodo in cui lo Stato, non a torto, riteneva ancora  si può arrivare alla  frazione di Casali che è la più lonta-
          utile “rinsaldare i versanti” con i rimboschimenti. Anche  na del Comando. Lì ci sono da vedere due dei tre boschi
          in questa porzione di Appennino, quindi, servivano i pic-  ancora da controllare, e la ristrutturazione richiesta per
          coli  presidi forestali per gestire e controllare le  una stalla.
          operazioni di bonifica dei terreni degradati dall’eccesso  Nella piazza del paesino c’è il mitico Marino, uno dei
          di pascolo. Oggi quello di Ussita in provincia di Macerata  pochi vecchi che ancora resistono in questi angoli remo-
          è un Comando stazione che fa parte del Coordinamento  ti dell’Appennino. Preoccupato, mostra le orme dei lupi
          Territoriale per l’Ambiente del  Parco Nazionale dei Monti  vicino al cimitero “… sono sempre troppo vicini alle stal-
          Sibillini, a cavallo tra le Marche e l’Umbria.  le, quando c’è così tanta neve…” ed aiuta a capire chi
          Il Comune di Ussita racchiude l’omonimo piccolo bacino  sono le persone che stanno tagliando i boschi da con-
          alle sorgenti del Fiume Nera. È detto anche “la piccola  trollare. C’è ancora il tempo per uno sguardo al “Monte
          Svizzera del centro Italia”, per la bellezza delle sue mon-  Bove”: dove si sono reintrodotti i camosci. Qui i Forestali
          tagne e per la pulizia di aria e luce. Ha meno di 500  seguono con attenzione il progetto di reintroduzione di
          abitanti, orgogliosissimi della loro appartenenza a questa  questo meraviglioso ungulato. Come prevedibile, d’in-
          “terra di uomini illustri”, il più famoso dei quali fu il  verno è invece difficile veder volare l’aquila. Ma ai piedi
          Cardinale Gasparri, firmatario dei Patti Lateranensi.  della parete di roccia c’è un nido storico, e Giovanni sa
          È proprio il fascino di queste montagne ad aver conqui-  che ad aprile ci sarà ancora una volta la febbrile attività
          stato il sovrintendente capo Giovanni Bucciarelli,  dei genitori pronti a far volare il nuovo aquilotto.
          Comandante della stazione che, da giovane agente                        Walter Scapin
          “romano de Roma”, ha scelto 20 anni fa questa sede per
          svolgere il lavoro e per trascorrere la sua vita. L’altro
          componente del Comando stazione, anche se in organico
          ci dovrebbero essere sei unità, è Emanuele Cacciatori: un
          giovane agente scelto che arriva da Ostia.Anche lui, dopo
          un breve periodo di adattamento, pare apprezzare la pace
          e la semplicità della vita in montagna.
          Oggi, come ogni mattina d’inverno, la pattuglia del “tale-
          bano” - con questo semplice soprannome gli arguti
          Ussitani fotografano la filosofia del lavoro di Giovanni -
          sale al comprensorio sciistico di Frontignano di Ussita
          per i rilievi del Meteomont. La Stazione di rilevamento
          dati per il servizio valanghe è a 1.798 metri di quota,
          all’arrivo di un vecchio impianto di risalita per gli sciato-
          ri. Come spesso accade, c’è troppo vento in vetta, perciò,
          per andare su non si può sperare nel viaggio in seggio-


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