Page 20 - untitled
P. 20
agricoltura biologica, ecc. Ma al di là della pre-
venzione e dei controlli, a cosa va incontro chi
si macchia del reato di agropirateria? “Il 23
luglio di quest’anno – spiega Giuseppe Vadalà,
responsabile della Divisione di Sicurezza
Agroalimentare e del Nucleo Agroalimentare
Forestale del Corpo forestale dello Stato, è stata
pubblicata la legge 99 che all’articolo 15 modifi-
ca le previsioni del Codice penale in tema di
delitti contro l’industria e il commercio, preve-
dendo finalmente il reato di contraffazione di
indicazioni geografiche e denominazioni di ori-
gine protetta dei prodotti agroalimentari. Un
provvedimento che ha inteso dare una forte © Ufficio Stampa CFS / Settore Audiovisivi
tutela al bene agroalimentare a indicazione geo-
grafica e denominazione di origine protetta,
considerato di alto valore economico e produt-
tivo. Questa legge – sottolinea l’investigatore –
costituisce un valido deterrente contro il fenome-
no delle contraffazioni alimentari, ma è l’intero comparto agroalimentare e per venire
importante comunque non abbassare la guardia incontro alla crescente richiesta di sicurezza pro-
attraverso un’attività di prevenzione, controllo e veniente dai cittadini, sempre più attenti,
repressione. È questa – conclude Vadalà – l’unica informati ed esigenti riguardo a quello che arri-
strategia vincente per contribuire a salvaguardare va sulle loro tavole”.
Tra Pinot delle Venezie “Pugliese”, Amarone
contraffatto e false mozzarelle di bufala campana
el corso dell’attività di controllo sui prodotti agroalimentari svolta in collaborazione con
l’Ispettorato Centrale per il Controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (Icq), il Corpo
N forestale dello Stato ha effettuato numerose operazioni contro la contraffazione. Come quel-
la che lo scorso luglio ha portato al sequestro in Veneto di un ingente quantitativo di comune
mozzarella, proveniente da un caseificio di Aversa, spacciata per mozzarella di bufala campana DOP.
È stato, invece, grazie alla capillare attività di controllo svolta presso diversi supermercati del capo-
luogo campano che si è giunti, nel luglio del 2008, al sequestro di centinaia di chili di provolone
recanti un’etichetta impropria con la scritta “Provolone del monaco” differente da quella originale.
Risale al maggio del 2008 l’operazione di Pescara che ha smascherato un traffico di confetture e mar-
mellate di frutta contraffatte mediante l’uso di false indicazioni circa il marchio biologico del prodotto.
I barattoli erano destinati al mercato statunitense. La ditta pescarese coinvolta e la corrispondente in
America sono state escluse dal circuito della certificazione biologica. Dalla pratica del “taroccamen-
to alimentare” non si salvano nemmeno birra e vino. Vendevano birra light, spacciandola per
normale, alcune ditte del Vicentino importatrici di birra estera individuate dalla Forestale nel giugno
di quest’anno. La notte del 22 settembre del 2008 la Forestale ha sequestrato, invece, nel porto di
Livorno 30 mila bottiglie di vino rosso illegittimamente etichettato come Amarone, pronte per esse-
re esportate negli Stati Uniti. Erano specializzate, infine, nella “prodigiosa” trasformazione di comune
vino da tavola pugliese in pregiato Pinot grigio delle Venezie IGT e nel famoso Prosecco IGT Marca
Trevigiana, le aziende denunciate per truffa nell’estate del 2007 per spaccio di 24 mila ettolitri di vino
contraffatto. Una delle tante operazioni della Forestale effettuate nell’ambito della campagna “Ven-
demmia sicura”.

