Page 18 - Forestale N. 49 marzo - aprile 2009
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La calma delle giornate dei nostri ignari insetti circa un’ora fino ad una ventina di insetti vengono
che continuano placidamente a ronzare nel portati al nido per nutrirli. Le
cielo terso è ben presto interrotta da orde di gar- assidue cure portano i pic-
ruli gruccioni che, veloci come saette, si gettano coli in poche settimane
su loro. Gli schiocchi dei becchi, letali pinze che alla loro autonomia
si serrano sulle prede, risuonano nell’aria e verso la metà di
accompagnati dai riflessi del loro splendido piu- giugno sono già
maggio. Il rosso ruggine acceso, il verde
brillante, il giallo delle loro livree tradiscono la
provenienza tropicale e balenano alternativa-
mente durante le ardite acrobazie aeree degli
uccelli all’inseguimento delle loro vittime. Le
strette e lunghe ali e il corpo affusolato sono il
segreto dell’incredibile agilità di volo del gruc-
cione. Veloce, capace di brusche e strette virate
e di repentine picchiate, in volo è una impla-
cabile macchina di sterminio contro cui nulla
possono i più lenti insetti. Gli imenotteri
sono le prede preferite, da ciò deriva il
latino apiaster del nome scientifico e
anche il nome comune inglese bee- in grado
eater, mangiatore di api. di seguire i geni-
La tecnica con cui evita scrupolosa- tori nelle battute di
mente il veleno contenuto nel caccia. Questo è un periodo
pungiglione delle loro vittime è molto delicato perché, maggiore è il
frutto di un estremo adattamento del predatore numero di prede catturate e maggiori energie
nei confronti della sua preda. Una volta cattura- vengono accumulate in vista della lunga migra-
to l’insetto il gruccione torna al suo posatoio e zione di ritorno che, nel mese di settembre, li
dopo averlo tramortito, sbattendolo più volte su porterà dall’Europa alle loro aree di svernamen-
questo, usa il becco come una pinza per spre- to africane.
mere l’addome e causare la fuoriuscita del
veleno dal pungiglione. Un’altra serie di vigoro-
se strofinate sul posatoio e la preda viene Identikit
lanciata in aria per essere inghiottita dalla parte
della testa. Seppur vespe, api e bombi sono al
centro della sua dieta, il gruccione, da buon Nome comune: Gruccione
Nome scientifico: Merops apiaster
opportunista, la integra abbondantemente con
Famiglia: Meropidi (Meropidae)
altre specie di insetti e nel suo becco scompaio-
Ordine: Coraciformi (Coraciiformes)
no anche coleotteri, libellule e farfalle.
Una coppia affiatata Appartengono allo stesso ordine dei
Coraciformi anche il martin pescatore
Il maschio del gruccione è un partner premuro- (Alcedo atthis), la ghiandaia marina (Cora-
so e il frutto della sua caccia è spesso offerto cias garrulus) e l’upupa (Upupa epops),
come dono alla sua compagna, rafforzando così specie anch’esse caratterizzate da un vivace
il legame di coppia. Ben presto all’interno della piumaggio.
camera di cova la femmina depone da 4 a 6 In particolare il martin pescatore ha notevoli
uova che, per una ventina di giorni, vengono affinità con il gruccione, sia per il fatto di
nidificare in gallerie e sia per il modo di
accudite da entrambi i partner. Alla loro schiusa
gestire le prede, piccoli pesci, che vengono
per i genitori inizia un vero tour de force. I pul-
tramortiti sbattendoli vigorosamente sul
cini affamati reclamano continuamente cibo e in
posatoio e poi inghiottiti partendo dal capo.

