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L Laa sseerraa ddeellllaa VViiggiilliiaa mmiioo bbaabbbboo                                      f
                                                                                                           f
                                                                                                           f
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           p poorrttaavvaa iinn ccaassaa iill ppeessaannttee cceeppppoo                                    i
                                                                                                           i
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           d dii ffaaggggiioo pprreesscceellttoo.. SSee nnoonn eerraa ggiiàà                               a
           b buuccaattoo ddaa qquuaallcchhee ccaarriiee ddeell lleeggnnoo,, lloo                           a
                                                                                                           a
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           f foorraavvaa lluuii sstteessssoo ccoonn uunn ggrraannddee
           s suucccchhiieelllloo ((qquueelllloo uussaattoo ppeerr ccoossttrruuiirree llee                  b
           t trreeggggee ppeerr ppoorrttaarree llaa lleeggnnaa)).. CCoollllooccaattoolloo
                                                                                                           b
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           n neell ffooccoollaarree,, pprreeddiissppoonneevvaa ttuuttttoo ppeerr                           a
           l l’’aacccceennssiioonnee cchhee ssaarreebbbbee aavvvveennuuttaa llaa
                                                                                                           a
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           sera dopo cena. Intanto mia mamma          marito, che a quell’ora vegliava in una

           spennava il cappone per il farci il brodo,  capanna di frasche nelle macchie della              d
           unico lusso in un anno di pasti frugali, e la  Maremma.                                         d
           nonna trasformava gli involucri di sfoglia  Dopo la Messa la gente tornava alle case.           i
                                                                                                           d
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           in cappelletti con l’abilità di un         Noi bambini ci mettevamo tutti intorno al
                                                                                                           i
                                                                                                           i
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           prestigiatore. Che gioia quei cappelletti!  ceppo che era già in parte corroso dal
           Quelli si che erano il simbolo della festa.  fuoco e con i ferri del focolare si batteva        n
           La cena della vigilia invece era povera    forte, facendo schizzare folate di faville
                                                                                                           n
                                                                                                           n
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           come quella delle altre sere e             che scomparivano, risalendo veloci il                a
           assolutamente senza carne. “Chi            camino. Era un rito antico questo del                a
                                                                                                           a
           mangia la carne per la vigilia di Natale,  “battere il ceppo” che si tramandava di              t
                                                                                                           a
           cuore di lupo e anima di maiale” diceva la  generazione in generazione.
                                                                                                           t
                                                                                                           t
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           nonna facendosi un rapido segno di         Battendo col ferro, insieme recitavamo               a
           croce come per scacciare un diavolo        una cantilena che faceva pressappoco
                                                                                                           a
                                                                                                           a
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           che le si fosse presentato davanti. Dopo   così: “Ceppo bucato / portami i’ pan                 l
                                                                                                           l
                                                                                                           l
                                                                                                           l
           cena si dava fuoco al ceppo, che iniziava  pepato / ceppo col buchino / portami un              e
           ad incendiarsi dentro e fuori con crepitio  mandarino / ceppo di Natale / portami
                                                                                                           e
                                                                                                           e
           vivace. Era l’inizio della festa. Intanto le  regali sennò ti fo’ male”. E giù botte al
                                                                                                           e
           campane chiamavano alla Messa e dalle      ceppo; poi a letto di corsa.
           porticine di castagno corroso dal tempo    Nonostante le minacce, però, grandi doni
           cominciavano ad uscire donne con i neri    non arrivavano.
           scialli di lana in testa, vecchi uomini    Mi ricordo comunque la nostra gioia
           contorti che portavano sulla schiena       quando al mattino trovavamo un po’ di
           curva il peso delle fatiche, bambini       noci, qualche mandarino (chissà dove lo
           infreddoliti ma già abituati a non curarsi  aveva trovato il babbo?), un pugno di
           del freddo. Man mano che ci si             mele secche e qualche piccia (due fichi
           avvicinava alla chiesa, le stradelle, col  secchi con dentro mezza noce). Avreste
           lastricato sconnesso e larghe quanto un    dovuto vedere come si illuminarono gli
           mulo con la soma, si riempivano sempre     occhi di mia sorella un anno che trovò tra i
           più di gente. Solo la casa di Vasco        regali una bambola fatta da mamma con i
           rimaneva chiusa: lui aveva lavorato da     ritagli di stoffa, credo che in tutti questi
           giovane nelle miniere del Belgio ed era    anni non abbia più ricevuto un regalo così
           tornato col fisico a pezzi e               gradito.
           con una convinta fede rivoluzionaria.      Era più dell’una quando il figlio e la nuora
           La chiesa era piena e già qualche          rientrarono in casa. Sul divano Michele                  Il Forestale n. 31/2005
           bambino più piccolo si addormentava in     dormiva con i due nipoti assopiti sulle sue
           braccio alla mamma. Sui volti di queste    ginocchia, la televisione era spenta, tutto
           giovani donne traspariva una comune        era silenzio e nel caminetto un ceppo
           preoccupazione: la lontananza del          bucato continuava a bruciare.
                                                                                                   P Paagg.. 1177
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