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ro). Altro piatto tipico, tuttora consu- grande appassionata amante della
CURIOSITÀ mato in gran parte dell’Italia centrale, montagna in tutte le sue manifestazio-
è la “coratella” che anche gli Umbri ni ed ha pubblicato tre altri libri di
FORESTE FRANCESI GESTITE
CON IL MARKETING conoscevano come “sopa frehta”. Con fiabe e guide naturalistiche. Il suo soli-
la scusa d’onorare qualche divinità, dale amore per la natura si esprime in
Foreste multifunzionali, così i francesi poi, il dessert non mancava neanche queste pagine con il desiderio di voler
considerano il loro patrimonio boschi- allora. Si poteva scegliere tra: “petena- salvare tutto questo mondo di fantasia
vo: devono produrre legna, proteggere ta” (crostata di farina, latte, miele, lie- e d’incanto, di natura e di racconto.
il suolo dall’erosione e accogliere gli vito, polpa di frutta, propria della dea
escursionisti. Soprattutto dei visitatori Vesona) e “tensedio” (treccia, ciambe-
si preoccupa l’Ufficio nazionale delle lotto, rocciata, torcolo: dolce proprio INIZIATIVE
Foreste che sta elaborando delle linee del dio Hondo Cerfio, tuttora specia-
guida per il rimboschimento, dopo le lità folignate). Ancora, c’era la “stru- FESTA DEGLI ALBERI
due tempeste di dicembre ‘99 che sla” (palline di farina, acqua, lievito ed
Sono circa 8,5 milioni di ettari le fore-
hanno distrutto 47 milioni di metri uovo, cotte nello strutto e condite con
cubi di boschi. Al lavoro dalla prima- miele, disposte sul piatto a forma di ste italiane. Una superficie che - in
vera scorsa una direzione di marke- monticello) e le “arslatas” (ciambelli- base al “Rapporto sulla salute delle
ting: secondo gli studi fatti, il pubblico ne farina, acqua, lievito, miele ed foreste italiane 2001” di Parchi e
preferisce boschi luminosi dove la luce anice). Per bere, quando ancora non si Parchi in collaborazione con il Corpo
penetra, ampie radure rispetto a sotto- conosceva la vite e quindi non si pote- Forestale dello Stato e con l’Univer-
boschi intricati, la diversità rispetto va fare il vino, “idromele” per tutti, sità della Tuscia - va preservata anche
alla monotonia. Il responsabile di que- ovvero acqua e miele fermentato che perché utili all’Italia per mantenere gli
sta ricerca ha una convinzione: può essere consumato in giornata, friz- impegni di abbattimento delle emis-
“Quello che l’uomo cerca nelle foreste zante. sioni dei gas ad effetto serra. Le sole
è l’assenza di alberi”. Le sue direttive chiome nostrane sono infatti in grado
agli uffici sono state chiare: tenere di assolvere al 24% dell’obiettivo ita-
conto delle aspettative del pubblico LIBRI liano del
quando si mette mano alle foreste dan- protocol-
neggiate dalle tempeste, con buona IL MAGICO MONDO DELLA lo di
pace dell’ecologia. Kyoto di
NATURA
riduzio-
Paola Favero ne, entro
ALIMENTAZIONE LO GNOMO DEL il 2008-
RICORDO 2010, del
Cierre Edizioni 6,5% di
CHE COSA MANGIAVANO GLI Pag. 133 gas ad
ANTICHI UMBRI?
£ 25.000 effetto
Cosa mangiavano gli Umbri, il più serra
antico dei popoli italici, 3000 anni fa? rispetto ai
I piatti tipici di allora sono stati indivi- livelli del
duati nelle Tavole Eugubine, il più 1990. Il
importante testo rituale di tutta l’anti- Un libro per piccoli, genitori e nonni, “Rapporto sulla salute delle foreste
chità classica. Naturalmente la bru- “Lo Gnomo del ricordo” crea attorno a italiane 2001” è stato presentato alla
schetta, chiamata “Eskamitu” e l’anti- sé un’atmosfera di magia e d’incanto. stampa in occasione della Settimana
pasto “toco” (prosciutto, lonza, capo- Ci porta in uno spazio surreale e traso- di Parchi e Parchi, sette giorni di
collo). Tra le specialità anche la gnato, in un mondo misterioso, tra divertimento ed impegno ambientale
valli, torrenti e boschi dorati della fan- nel Parco nazionale del Cilento e
tasia popolati da personaggi magici
Vallo di Diano. Fino al 24 marzo scor-
delle nostre contrade, quelli che danno
so, infatti, 300 ragazzi da tutta Italia
il nome a cime o grotte ma che cono- sono stati ospiti del parco campano
sciamo appena: le Beate donnette, le
per aver vinto la prima edizione del
Anguane, le Selvannes, il Salvanel... concorso “Un video per un Parco” e
All’incanto della fiaba si aggiunge la
“Un Parco di nome Sardegna”, previ-
grande festa agli occhi dei deliziosi
sti dalla campagna “Parchi&Parchi”,
disegni di Francesco Cattani, magi-
strale coéquipier dell’Autrice. Vignette promossa, tra gli altri, dal Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali,
che non sono un’invenzione formale,
ma il simbolo della realtà di una enne- dal Corpo Forestale dello Stato, dal
“mefa”, ovvero quella che è ancora un sima dimensione fantastica. Paola Ministero per i Beni e le Attività
prodotto tipico, conosciuta con il Favero, funzionario del Corpo Culturali, con l’obiettivo di valorizza-
nome di torta al testo o “crescia” (fari- Forestale dello Stato presso il Parco re il patrimonio boschivo e naturale
na e acqua impastate e cotte sul pana- Nazionale Dolomiti Bellunesi, è una del nostro paese.
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