Page 12 - n__5
P. 12
storia e tradizioni
L’AUDACE BRIGADIERE
Le eroiche gesta di un brigadiere forestale che da solo sgominò
un’intera banda guidata da un celebre brigante, ci riportano al tempo
in cui l’Italia, appena unita, era smossa anche nei territori montani
e rurali da importanti fermenti sociali e politici
“Il Cav. Benedetto Corona, Briga- secolo Michele Pezza da Itri; dai da parte dei fedeli dei borbonici.
diere delle Guardie Forestali Co- racconti tramandateci dal suo Questi sfruttando il malcontento
munali di Caposele in provincia di degno compare, Pietro Masi, tro- popolare, verso i nuovi governanti,
Avellino, messosi alla testa di una viamo un’altra figura leggendaria instaurarono una situazione conflit-
pattuglia di Guardia Nazionale, ha Antonio Gasparone; che dire di tuale permanente, che con il passa-
snidato una intera banda di bri- quel Stefano Pelloni, il “Passator re del tempo, prese uno sviluppo
ganti capitanata dal ferocissimo Cortese”, passato alla storia grazie sempre più critico tanto da far
Gagliardi, terrore di quelle popo- ad un cantore d’eccezione come temere, da un momento all’altro,
lazioni. Dopo breve combattimen- Giovanni Pascoli. Per i toscani l’inizio di una sanguinosa rivolta
to, il Brigadiere Corona uccise il abbiamo Domenico Tiburzi “Il Re popolare.
Capo Brigante Gagliardi, mentre della Maremma”, un Robin Hood Il governo reagì a questa minaccia
altri due briganti cadevano morti nostrano. mobilitando l’esercito il quale fu
nella mischia, e tutto il rimanente Nell’elenco di questi famosi perso- coinvolto, suo malgrado, in una
della banda fu assicurato alla giu- naggi non può mancare quel sporca e cruenta guerra fatta di
stizia…” feroci agguati, eccidi e repressioni.
Il Brigadiere Corona faceva parte
Questo cruento episodio è tratto delle guardi forestali comunali di
dalle cronache del 1871 quando il Caposele (AV) le quali dipendeva-
brigantaggio nel meridione, in no dal Distretto forestale di S.
quell’Italia che da appena un Angelo dei Lombardi.
decennio era unificata, era Questo particolare, non deve
lungi dall’essere debellato. far pensare che il nostro era
Quando si parla di brigan- una semplice guardia cam-
taggio si richiamano alla pestre comunale che nulla
mente antiche imprese di aveva a che fare con
personaggi, persi nella l’Amministrazione fore-
nebbia del tempo e da qui stale statale.
passati nella leggenda. Le gaurdie forestali comu-
Affascinati da queste nali erano tali perché ave-
imprese, e molto spesso vano l’incarico di controlla-
rapiti da una sorta di roman- re, principalmente, i boschi
ticismo, si dimentica che il del comune di appartenenza,
mondo dei briganti era una anche se avevano il dovere di
realtà di emarginazione, di intervenire in quei luoghi, al di
povertà, di prevaricazione, di sof- fuori della loro giurisdizione, ove si
ferenze, ma spesso anche di cru- stava commettendo un reato.
deltà e crimini atroci. Anche se il comune provvedeva al
Ghino di Tacco, Conte della Fratta Giuseppe Musolino, il “Re pagamento dello stipendio, dal
e di Torrita vissuto nel XIII secolo, dell’Aspromonte” che ci riporta punto di vista disciplinare le guar-
citato anche da Dante Alighieri, si nel sud, di quella giovane Italia, die forestali comunali dipendevano
può considerare uno dei primi bri- ove si è svolta la nostra storia. dai Capi Distretti forestali che a
ganti leggendari. Con un salto di In un’Italia costruita sui confini loro volta erano parte integrante
diversi secoli, in un ambito più ma non negli animi il fenomeno dell’Amministrazione forestale sta-
vicino a noi, restano famose le del brigantaggio, nelle province tale.
imprese del leggendario e meridionali, fu l’epilogo, meno
“imprendibile” Fra Diavolo, al nobile, di quella voglia di rivalsa CLAUDIO SANCHIOLI
12

