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 Relazione Annuale - 2017
                        Hashish
Marocco
Si conferma il primo produttore mondiale di cannabis e il principale esportatore di hashish, destinato per la quasi totalità al mercato europeo, sebbene di recente il fenomeno abbia registrato segnali di flessione83, anche in considerazione dell’aumentata produzione di tale stupefacente all’interno dei confini della stessa Europa. Nel corso dell’ultimo decennio, si è assistito al progressivo ridimensionamento delle aree di coltivazione, scese da 134.000 ha del 2003 ai 47.500 ha attuali. Tale calo non ha però determinato un decremento direttamente proporzionale della produzione, probabilmente a causa delle citate tecniche produttive in grado di ottimizzare la resa delle colture.
Sono molteplici le rotte attraverso cui l’hashish marocchino viene esportato verso il mercato europeo: accanto alle tradizionali rotte che, attraverso l’utilizzo di varie tipologie di natanti, convergono verso la Penisola iberica, la Francia e l’Italia, negli ultimi anni ne sono state segnalate altre transitanti dai Paesi del Nord Africa (Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto), con lo scopo di eludere le misure di sorveglianza poste in essere sulle storiche direttrici di traffico. Queste ultime rotte, oltre ad alimentare i mercati di consumo dei Paesi summenzionati, costituiscono un’efficace alternativa all’introduzione della sostanza nei mercati dell’Europa centrale ed orientale: sono stati infatti segnalati canali di importazione transitanti dalla Turchia, dalla Romania, dalla Bulgaria e dall’Ucraina, sfruttando itinerari marittimi che avevano come terminali del traffico i porti che si affacciano sul Mar Nero84.
Il Paese si conferma il maggiore produttore mondiale di resina di cannabis. La netta riduzione dell’estensione delle aree coltivate, passate da 134.000 ha del 2003 a 47.500 ha attuali non ha avuto ripercussioni sulla produzione di tali sostanze, grazie all’utilizzo di piante ibride, che consentono di ottenere più raccolti durante l’anno.
Con riferimento al traffico di hashish, la rotta tradizionale prevede transiti via mare, in direzione della penisola Iberica, attraverso lo Stretto di Gibilterra, con l’utilizzo di natanti di piccole dimensioni. Inoltre, si segnala un aumento dei transiti verso la Libia e l’Egitto, sia:
− via terra attraverso Algeria e Mauritania;
− via mare, costeggiando il versante settentrionale africano.
Appare in preoccupante crescita la diffusione della cocaina, sia in termini di consumo che di traffico; ne sono testimonianza i numerosi sequestri effettuati nel 2017, presso lo scalo aeroportuale internazionale “Mohammed V” di Casablanca, nei confronti di soggetti provenienti dall’America Latina.
Dopo i derivati della cannabis e l’alcool le sostanze psicotrope maggiormente usate sono quelle a base di barbiturici e di benzodiazepine, reperibili anche a prezzi molto bassi.
Relativamente alla Cooperazione di Polizia, nel corso degli ultimi anni si è evidenziata una maggiore capacità di analisi e una disponibilità a condividere i dati investigativi da parte della Gendarmerie Royale, che ha permesso l’individuazione e lo smantellamento di organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di sostanze stupefacenti verso la Libia, composte da soggetti marocchini e libici.
83 Esistono altresì segnali che rivelerebbero la possibilità di produrre hashish con un alto contenuto di THC nell’UE. Fonte: Cannabis nell’Unione Europea EUROPOL – EMCDDA, cit..
84 Esperto per la Sicurezza a Rabat/Marocco, relazione I semestre 2016 e I semestre 2017.
 FOCUS DELL’ESPERTO PER LA SICUREZZA DELLA D.C.S.A. IN MAROCCO
   Il narcotraffico internazionale
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