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2017 - Relazione Annuale
la quasi totalità dal Marocco, su rotte e con modalità di trasporto oramai consolidate che prevedono il trasferimento e lo stoccaggio in Spagna e la successiva distribuzione ai mercati di consumo fra cui l’Italia. In tale scenario, possono essere distinte due principali modalità di traffico:
- quello realizzato dalle organizzazioni criminali marocchine attraverso una fitta rete di distribuzione,
le cui propaggini sono ormai attive in tutta Europa, con particolare riguardo alla Spagna, Portogallo, Italia e Francia. I network in parola gestiscono l’intera filiera, dall’acquisizione dello stupefacente nelle aree di produzione della regione del Rif, al trasporto e stoccaggio in Spagna, alla distribuzione all’ingrosso ed al dettaglio;
- quello finalizzato all’approvvigionamento delle organizzazioni criminali italiane, fra cui emergono quelle camorristiche e, in misura minore, della ‘ndrangheta. In questo ambito, un ruolo centrale è ricoperto dai referenti italiani di tali sodalizi ubicati in Spagna che facilitano le operazioni di importazione dello stupefacente, agendo come broker attraverso società di copertura.
Questa sostanza, in Marocco, ha due diverse quotazioni di mercato:
- quella destinata al mercato locale, ove 1 kg di hashish di alta qualità, all’ingrosso, costa l’equivalente
di 434 Euro presso il produttore, di 518 Euro presso il grossista e di 720 Euro sul mercato al dettaglio;
- quella destinata alle esportazioni, in base alla quale 1 kg di hashish di alta qualità costa l’equivalente
di Euro 932 circa.
I prezzi di questa sostanza sul mercato illecito italiano all’ingrosso, secondo quanto emerge dalle indagini condotte dalle FF.PP. italiane, raggiunge invece il costo di 2.200 Euro in media al kg. I sequestri realizzati nel 2017 (18.755 kg) hanno sottratto guadagni illeciti per 41.230.200 Euro.
Sebbene l’hashish e la marijuana derivino dalla stessa pianta (cannabis sativa varietà L.), restano, di fatto, due distinte sostanze, sotto il profilo del traffico.
Negli ultimi anni, in Italia, le importazioni della marijuana hanno fatto registrare una sensibile impennata, facendo toccare, nel 2017, il record storico dei sequestri (oltre 90 tonnellate). L’andamento dei sequestri nel nostro Paese è legato alle coltivazioni di cannabis in Albania, regione da cui proviene la maggior parte dei quantitativi destinati al mercato italiano ed europeo, come anche dimostrato in occasione del più grande sequestro unitario, realizzato nelle Marche lo scorso anno, pari ad 8 tonnellate di marijuana dirette al Nord Europa. I clan albanesi, peraltro, hanno dimostrato crescenti capacità di gestione delle coltivazioni e del traffico, utilizzando semi in grado di produrre piante ad alto tenore di THC nonché metodi di occultamento delle piantagioni e di trasporto dello stupefacente verso le coste italiane in continua evoluzione. In questi anni, l’Italia ha sostenuto l’Albania nella sua azione di contrasto a tale fenomeno criminale, fornendo supporto aereo e tecnologico nell’attività di rilevamento delle piantagioni di cannabis per la successiva eradicazione.
Alla coltivazione albanese si aggiunge una non trascurabile produzione interna concentrata nelle regioni meridionali, caratterizzate da condizioni climatiche particolarmente adatte alla crescita della pianta. La cannabis, peraltro, non richiedendo costi di coltivazione e produzione particolarmente onerosi, né l’utilizzo di particolari sostanze chimiche, genera guadagni consistenti.
Sul mercato illecito italiano all’ingrosso, 1 kg di marijuana costa in media 2.147 Euro e, pertanto, il controvalore dei sequestri realizzati nel 2017 supera i 193.300.000 di Euro.
Il traffico di droghe sintetiche ha assunto negli ultimi anni un’importanza sempre crescente. In tale definizione sono ricompresi gruppi molto ampi di molecole (amfetaminici, cannabinoidi, catinoni, oppioidi e molti altri), in grado di provocare effetti allucinogeni, stimolanti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.
Gli stimolanti di tipo amfetaminico (ATS), in particolare, comprendono le amfetamine, le sostanze cc.dd.
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