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Relazione Annuale - 2017
IL RUOLO DELL’ITALIA NEL PANORAMA
DEL CONTRASTO AL NARCOTRAFFICO
Nel 2017, le Forze di Polizia, nel corso di 25.765 singoli interventi antidroga (+8,13% rispetto all’anno precedente), hanno:
- sequestrato 114.589 kg dei diversi tipi di sostanza stupefacente (+60,31% rispetto al 2016) di cui:
• 610,39 kg di eroina (+27,95%);
• 4.104,07 kg di cocaina (-12,88%);
• 18.755,40 kg di hashish (-21,55%);
• 90.097,18 kg di marijuana (+117,76%) e 265.635 piante (-43,31%);
• 144,52 kg di droghe sintetiche (+101,17%) e nr. 21.553 singole dosi (+12,62%);
- denunciato all’A.G. nr. 35.190 persone (+5,82%) delle quali:
• nr. 33.049 (+6,58%) per i reati previsti dall’art. 73 del D.P.R. 309/90 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope);
• nr. 2.131 (-4,70%) per il reato associativo, ex art. 74 del D.P.R. 309/90 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope).
Tali cifre evidenziano la marcata esposizione del territorio italiano al traffico di sostanze stupefacenti, quale risultato di un insieme di fattori di natura geografica, commerciale e criminale. La presenza di consorterie di tipo mafioso autoctone e di matrice etnica rende, infatti il nostro Paese, un privilegiato punto di destinazione e di transito verso altri Paesi, non solo europei, di ingenti quantità di sostanze stupefacenti il cui mercato è gestito, non solo nelle aree a tradizionale presenza mafiosa, da tali organizzazioni per le quali costituisce il principale reato-fine ossia il fondamentale mezzo di arricchimento illecito.
L’attività di contrasto, pertanto, non può prescindere dalla disarticolazione dei sodalizi criminali responsabili dell’importazione illecita attraverso attività investigative complesse che si avvalgano delle norme relative alle cc.dd. “operazioni speciali”, di cui all’art. 9 della Legge 16 marzo 2006, nr. 146. Al tempo stesso, occorre tuttavia indirizzare gli sforzi anche verso il cosiddetto “piccolo spaccio“ che costituisce la più evidente forma di manifestazione del fenomeno e che contribuisce ad alimentare la percezione di insicurezza dei cittadini con gravi conseguenze sulla sicurezza e sull’ordine pubblico.
In tale quadro, la Direzione intende porsi come qualificato fornitore di servizi tecnico-investigativi antidroga in favore degli Uffici/reparti operanti, in posizione terza, poiché l’attività di coordinamento affidatale ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. 309/90 non incide sul processo decisionale delle indagini – che fa capo all’Autorità Giudiziaria – ma ne alimenta, sostiene e integra gli sforzi avvalendosi di una ramificata rete di Esperti all’estero che ne qualifica ulteriormente i contenuti.
Dalle più qualificate attività investigative condotte sul territorio nazionale emerge in maniera sempre più marcata la tendenza ad un ritorno esclusivo al traffico illecito di sostanze stupefacenti, anche in conseguenza dell’efficacia dell’attività repressiva e preventiva diretta al contrasto di fenomenologie criminali complesse come le infiltrazioni mafiose negli appalti o nella P.A..
La rinnovata centralità dei traffici di droga è confermata anche dall’evoluzione delle dinamiche criminali associative e comuni. Tali constatazioni trovano ulteriore conferma in aree – come, ad esempio, quella garganica e partenopea – ove i traffici di droga si sono rivelati alla base di recrudescenze omicidiarie che stanno creando grave allarme sociale, impegnando notevolmente gli Uffici/Reparti territoriali e le Procure della Repubblica in favore dei quali questa Direzione svolge un’azione di sostegno info- investigativo, oltre che di coordinamento informativo e supporto tecnico.
Più in dettaglio:
- la ‘ndrangheta, ritenuta uno dei principali player europei, ha consolidato le proprie basi logistiche
Il ruolo dell’Italia nel panorama del contrasto contrasto al narcotraffico
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